Strade groviera, è un flagello. Morti e feriti sull'asfalto sbriciolato
C’è chi parla di scenario inaccettabile, chi di vergogna. Nessuno ha dubbi: lo stato di salute delle strade italiane è preoccupante. Le migliaia di buche che popolano raccordi, statali, provinciali, vie urbane e persino autostrade ne sono il simbolo peggiore. Un ragazzo disabile ha pagato con la vita il dissesto dell’asfalto a Firenze, in piazza Brunelleschi: è incappato nello squarcio con la sua carrozzina, battendo la testa. È morto qualche ora dopo. Perché le buche portano anche a questo: fanno vittime, soprattutto quando sono automobilisti, motociclisti o ciclisti a trovarsele davanti.
I dati Istat parlano di poco meno di 1.500 incidenti stradali che hanno come causa proprio l’‘incontro’ con una buca (2018), in aumento del 4,5% rispetto al 2017. Molti di questi si verificano non per l’impatto, ma perché chi è alla guida reagisce spesso provando a evitare l’ostacolo, generando conseguenze peggiori. Il dato comunque non fotografa l’esatta portata del problema: i 1.500 incidenti sono solo quelli certificati, con l’intervento delle forze dell’ordine. Migliaia quelli in cui automobilista e centauri si sono ritrovati a fare i conti con i danni ai loro mezzi, prendendosela con la sfortuna e con chi doveva fare manutenzione e non l’ha fatta. Il report dell’Istat dice anche che una volta su tre gli incidenti causati dalle buche hanno conseguenze gravi: sono oltre 500 quelli con feriti – 640 le persone coinvolte, tra conducenti e passeggeri – e quattro i morti in un anno (due su strade urbane, altrettanti sulle provinciali).
