Nei giorni scorsi è giunta la notizia che è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea e sulla Gazzetta ufficiale italiana l’avviso pubblico del bando per il collegamento tra lo svincolo autostradale di Mileto e la viabilità esistente per un importo complessivo di 20 milioni di euro. Si tratta della strada di collegamento con il santuario mariano voluto dalla Serva di Dio Natuzza Evolo, che in base al preliminare presentato proprio a Mileto il 15 aprile del 2016, dovrebbe consentire di raggiungere, partendo dallo svincolo autostradale della cittadina normanna, la Villa della Gioia e l’ abitato di Mileto - dove hanno sede la Basilica Cattedrale, la zona archeologica dell’antica cittadina normanna, il museo statale, l’archivio storico diocesano e il cantiere musicale internazionale - in una manciata di minuti, attraverso un percorso di circa sette chilometri. In quella stessa circostanza i tecnici ebbero anche modo di spiegare che l’opera divisa in due lotti punta a creare un nuovo percorso, attraverso la realizzazione della galleria “San Giovanni” ( 570 metri) e il viadotto” Comparni (152 metri). All’epoca rivolgendoci direttamente al presidente della giunta regionale Mario Oliverio scrivemmo che “è giusto, pretendere già sin dall’inizio che questo progetto per la sua valenza sul fronte della crescita del territorio abbia i crismi della concretezza e, quindi, della piena fattibilità in temi ragionevoli”. Scrivemmo questo rifacendoci agli antichi vizi del passato i quali ci insegnano che troppe volte in questa terra, sistematicamente sottoposta al fuoco di fila delle assenze, delle illusioni e delle antiche punizioni scolastiche da faccia al muro, si è giocato, con fin troppa facilità, sulla politica degli annunci senza poi far seguire i fatti e le azioni. A nessuno sfugge, purtroppo, che tante opere iniziate – prove ne sia, per restare in ambito locale la casa mandamentale per la cui realizzazione negli anni Ottanta furono spesi fiori di quattrini - non sono mai giunte in porto con sperpero a ruota libera di denaro pubblico che è solo servito per favorire l’arricchimento di una certa borghesia professionale, sempre pronta a sposare le cause dei vincitori. Macchie difficili da cancellare che ancora oggi pesano sul nostro futuro. Ad Oliverio o a chi eventualmente prenderà il suo posto, in base al responso delle prossime regionali, il compito – dando, comunque, atto che un altro significativo passo in direzione dell’importante opera è stato compiuto – il compito di darsi da fare affinchè questo importane collegamento si realizzi davvero. Mileto, la città della cultura, della storia e dell’accoglienza e della Serva di Dio Natuzza Evolo, dove si racconta che nei tempi antichi abbiano anche sostato Riccardo Cuore di Leone e successivamente Giuseppe Garibaldi, ne ha bisogno per crescere e per progredire. Ma ne ha bisogno anche l’intero Vibonese che da queste nuovo collegamento non potrà che ricavarne benefici sotto ogni aspetto. Da qui l’invito che i sindaci di tutto il comprensorio facciano quadrato, insieme alle altre istituzioni, ente Provincia in testa. Senza contare, infine, la grande attenzione con cui guardano a questa importante opera infrastrutturale i pellegrini che ogni giorno continuano a raggiungere Paravati per pregare davanti alla tomba di Natuzza Evolo. Un tragitto da compiere, quindi, tutti insieme, senza se e senza ma e senza divisioni di sorta, ma soprattutto cercando di mettere una buona volte per tutte da parte le solite cattive abitudini di chi non perde mai occasione per criticare tutto e tutti o di quanti affetti da pessimismo cronico e, pertanto, per nulla portati a credere nei sogni e a lasciarsi una volta tanto accarezzare dall’ottimismo, continuano a dirsi convinti che dalle nostre parti non si potrà mai volare alto. Nulla di più sbagliato nel pensare che ogni progetto serio sia irrealizzabile rifugiandosi nella comoda ma poco edificante condizione di piangersi sempre addosso, perché “tanto non cambierà nulla”.