Ha ottenuto 4123 voti di preferenza che non gli sono bastati per essere confermato consigliere regionale. Avs ha solo sfiorato l’obiettivo del quorum e l’uscente Antonio Lo Schiavo si è ritrovato con un pugno di mosche in mano. Ma al di là dei freddi numeri, le consultazioni hanno significato molto e tanto potrebbero significare ancora nel riassetto degli equilibri politici cittadini e provinciali, in seno al centrosinistra. Con precise conseguenze a livello amministrativo che l’ex consigliere regionale già, neppure tanto vagamente, paventa.

Ovviamente, la sconfitta, “figlia di una disorganizzazione che ha inevitabilmente penalizzato i consiglieri regionali uscenti”, è sotto gli occhi di tutti. E Lo Schiavo non usa mezzi termini in una intervista rilasciata nei giorni scorsi, alla Gazzetta del Sud: “La rappresentanza del centrosinistra vibonese –esordisce –è stata praticamente azzerata. Noi abbiamo adesso l’obbligo di ragionare sulle cause dell’assenza del nostro territorio dall’Astronave”. Certo, “v’è un dato da non sottovalutare che mi inorgogliosce. Avs è il primo partito della coalizione in città ed il terzo in assoluto. Ci siamo messi dietro a Vibo anche Fratelli d’Italia. Abbiamo percentuali tra le più alte a livello nazionale sebbene tutto ciò non sia valso neppure un seggio in Consiglio regionale. Ed io, nel centrosinistra, sono stato il candidato più votato a Vibo”. Di conseguenza, “mi consulterò con gli altri sconfitti dell’area progressista a breve per individuare una linea comune d’azione che, pur nella diversità delle rispettive posizioni, prenda le mosse da una precisa cabina di regia politica delle forze di centrosinistra, fino ad oggi assente su questo territorio”.

E ancora:  “Io ho sempre avuto rispetto  delle prerogative del sindaco della città –rimarca –e continuerò ad averne. E’ stato eletto ed ha l’onere e l’onore di amministrare. Dunque, non sarò certo io ad influenzare le sue decisioni in ordine a determinazioni politico-amministrative. Tuttavia –prosegue Lo Schiavo –se mi sarà richiesto proverò a dare dei consigli utili a rafforzare l’azione dell’esecutivo, difendendo l’unico baluardo delle forze progressiste su questo territorio”.

Infine, l'avvertimento: “Ritengo sbagliata –sbotta subito dopo senza tanti giri di parole Lo Schiavo – la forzatura di singoli consiglieri comunali, nel tentativo ripetuto di condizionare la rimodulazione della giunta”. Un fatto che il notaio vibonese dà quasi per scontato ad un anno, poco più, dalle elezioni amministrative. “Questo potrà avvenire soltanto sulla base di una valutazione politica –aggiunge - che coinvolga tutte le forze che hanno contribuito all’elezione del sindaco. L’eventuale riassetto dell’esecutivo dovrà tenere conto dei nuovi equilibri determinati da queste elezioni regionali nel capoluogo”. Ciò perché “io sono contrario ad aggiustamenti condizionati dalla evoluzione della strana “geografia” del Consiglio comunale che molte volte non è rappresentativa della realtà politica cittadina”. A buoni intenditori, alecciani, Progetto Vibo e Cinquestelle, poche parole!