Con l'avvicinarsi della stagione 2025-2026, a Vibo Valentia si riaccende la passione per la pallavolo. Le squadre maschili di Serie B e C e la formazione femminile di Serie B1 della Tonno Callipo sono pronte a scendere in campo, spinte dalla visione e dalla determinazione del presidente Pippo Callipo, giunto al suo 34° anno alla guida della società. Un nome, il suo, che ha fatto la storia dello sport calabrese portando il vessillo giallorosso fino ai vertici della Superlega maschile.

L’ambizione, oggi, ha il volto del progetto femminile. “L’obiettivo è la promozione in Serie A – dichiara senza esitazioni Callipo – e vogliamo conquistarla sul campo, come abbiamo sempre fatto. Abbiamo intrapreso questo percorso con chiarezza e coerenza, partendo dalla Serie C e arrivando in B1 in due anni. Non abbiamo scelto scorciatoie, come l’acquisto dei titoli di A2. Crediamo nei successi costruiti con fatica, dedizione e competenza.”

Un’idea precisa, quindi, che non si lascia distrarre nemmeno dalla recente introduzione della nuova Serie A3 femminile, che Callipo boccia senza mezzi termini: “Una categoria inutile, decisa a ridosso dell’inizio della stagione e senza alcun beneficio concreto per il movimento. Siamo costretti ad adeguarci, pur non condividendone il senso.”

Ma se il campo regala entusiasmo, le questioni extra sportive continuano a creare ostacoli. In particolare, il tema delle strutture. “Abbiamo in gestione il PalaValentia e il PalaMaiata, che utilizziamo a nostre spese. Paghiamo canoni, bollette, manutenzioni, Tari. Eppure, non riceviamo nessun tipo di sostegno da parte del Comune. Nessun intervento di manutenzione straordinaria, nessuna agevolazione. Per la Tari abbiamo dovuto avviare un contenzioso legale: un’assurdità.”

Nel frattempo, arriva notizia di un nuovo palazzetto finanziato dal Dipartimento per lo Sport. “Un altro? E per farne cosa? – si chiede amaramente Callipo – Se non si riesce a gestire quelli esistenti, che senso ha costruirne un altro? Il rischio è l’abbandono, come già accaduto in passato.”

L’impegno della Tonno Callipo, invece, è costante, concreto e misurabile. “Abbiamo ventuno appartamenti locati per atleti e tecnici, un team medico composto da quattro professionisti, tre squadre senior e un vasto settore giovanile. La nostra presenza crea indotto economico e impatto sociale. Eppure, a Vibo Valentia, continuiamo a ricevere indifferenza dalle istituzioni. In altri comuni calabresi ci hanno già offerto collaborazione e impianti a costi simbolici. Qui invece solo ostacoli.”

Ma il legame con la città resta forte, nonostante tutto. “Vogliamo restare, crescere qui e riportare anche la squadra femminile nell’olimpo della pallavolo italiana. Ma servono segnali concreti: supporto, collaborazione, attenzione.”

Anche per la maschile non mancano gli obiettivi. “Vogliamo disputare due ottimi campionati in B e C, valorizzando giovani del Sud, ma anche del Centro e del Nord. Ragazzi che scelgono Vibo per la nostra reputazione, per la serietà e per la tradizione tecnica della nostra scuola pallavolistica.”

Tra sogni di Serie A, palazzetti dimenticati e giovani da formare, la Tonno Callipo continua a essere un’eccellenza sportiva e sociale, patrimonio che – come avverte Callipo – Vibo non può permettersi di perdere.