Falcone, Borsellino e la rievocazione di quel viaggio a Tropea...a 24 anni dalla strage di via D'Amelio
In un libro della moglie del magistrato Borsellino, Agnese, il soggiorno dei due giudici ammazzati dalla mafia nella Perla del Tirreno, ospiti della famiglia Lo Torto
Ricorre oggi il 24esimo anniversario della strage di via D'Amelio nella quale persero la vita il magistrato Paolo Borsellimo e gli agenti della sua scorta. Pochi mesi prima era toccato lo stesso amaro destino al collega Giovanni Falcone, la moglie ed altri servitori dello Stato, nell'altra strage, quella di Capaci. Il tempo, ovviamente, non può scalfire la memoria di quei momenti drammatici, sul finire della prima Repubblica.
Ricordi felici. Eppure, in una delle sue fatiche, Agnese Borsellino, moglie del giudice ammazzato dalla mafia, ha voluto soffermarsi sugli eventi lieti di un'esistenza per tanti aspetti tribolata. E ha ripercorso il soggiorno e della famiglia a Tropea nell'estate del 1981 ospite dei coniugi Francesca Sunseri e Giuseppe Lo Torto, quest'ultimo figlio del sostituto procuratore della Repubblica di Palermo Pasqualino (1916 - 1964) di Tropea. Lo ha fatto senza trascurare che la famiglia Lo Torto qualche anno dopo ospitò sempre a Tropea anche Giovanni Falcone.
I dettagli del soggiorno. Ecco uno stralcio dell'opera: "Stamattina, nei ricordi belli miei e di Francesca ha fatto capolino anche un'altra incredibile gita. Un'estate partimmo in macchina. Paolo non era ancora scortato, eravamo liberi di gestire i nostri spazi e il nostro tempo. Partimmo in diciassette da Palermo, destinazione: Costiera amalfitana. Prima tappa, Tropea, dove Francesca ha una graziosa villetta. Ebbene, i diciassette amici si ritrovarono a dormire in una casa di quattro stanze. Quella sera, non ricordo perché, non c'era neanche la luce elettrica, così ci attrezzammo con dei lumini. Come dimenticare i nostri ragazzini che andavano da una stanza all'altra, al buio, cercando i propri genitori? Manfredi e Paco, il figlio di Francesca, si erano attrezzati con i loro sacchi a pelo, da buoni boy-scout. Un divertimento assoluto.Francesca mi ha fatto ridere ancora raccontandomi di quando, qualche anno dopo, Giovanni Falcone e Francesca andarono pure loro a Tropea. La sera andavano a dormire in una stanza poco distante. Ma gli agenti di scorta continuavano a stare davanti alla villa di Francesca e Giuseppe. Addirittura, una volta scambiarono Giuseppe per Giovanni Falcone. Naturalmente, Giovanni ne approfittò per qualche ora di libertà, ma poi il marito di Francesca finì per comunicare l'equivoco agli agenti. Anche perché non era più libero di muoversi. "Guardate, il dottor Falcone, sta nella casa dietro la nostra," disse. I poliziotti si guardarono tra loro allibiti. E corsero dal dottor Falcone, per scusarsi. Naturalmente anche Giovanni era stato complice di questa curiosa messinscena. E tranquillizzò i suoi agenti di scorta con una risata liberatoria."
