Il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, ha chiesto condanne per quasi 312 anni di carcere nei confronti dei 35 imputati che hanno scelto il rito abbreviato nell'ambito dell'inchiesta "Nuova famiglia" sul clan cosentino Rango-Zingari. Il pm nell'udienza di oggi ha depositato una requisitoria "informatica" con link diretti agli atti dell'indagine che consentirà al gup, con un semplice click, una più agevole consultazione del fascicolo. Per Maurizio Rango, considerato il capo dell'organizzazione, il pm ha chiesto l'ergastolo. L'imputato oltre che di associazione mafiosa deve rispondere anche dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere di Luca Bruni (dell'omonimo clan scomparso a gennaio del 2012), il cui scheletro venne ritrovato in un casolare nei pressi di Castrolibero. Il clan di 'ndrangheta, sempre secondo la tesi dell'accusa, controllerebbe il racket delle estorsioni ed avrebbe acquisito (anche con l'uso delle armi) la gestione e controllo di attività, appalti pubblici ed avrebbe occupato abusivamente alloggi popolari per poi rivenderli.
Queste le altre richieste di condanna: 22 anni per Antonio Abbruzzese; 21 anni per Ettore Sottile, Antonio Imbroinise e Domenico Mignolo; 19 anni per Francesco Vivacqua, Alberto Ruffolo, Mario Mignolo e Gianluca Barone; 18 anni per Francesco Ciancio; 16 anni per Celestino Bevilacqua e Rocco Bevacqua; 15 anni per Gennaro Presta, Attilio Chianello e Danilo Bevilacqua; 7 anni per Luciano Impieri; 4 anni e 6 mesi per Adolfo Foggetti, anche lui accusato dell'omicidio di Bruni, dallo scorso anno collabora con la giustizia e ha fatto ritrovare il cadavere di Luca Bruni; 5 anni per Mario Perri, Andrea Greco e Domenico Cafiero; 9 anni per Giuseppe Esposito; 2 anni per Giuseppe Montemurro; 8 anni per Simone Santoro, Antonio Abbruzzese e Francesca Abbruzzese.