Long-covid, a Pizzo Calabro nasce un centro specializzato
Oltre all'impennata dei contagi e alle varianti, il mondo medico-scientifico si sta interrogando su un altro profilo del coronavirus, su cui ancora si sa veramente poco, ossia i sintomi post-covid che persistono sui pazienti guariti dall'infezione. Si parla, a tale proposito, di long-covid. Per affrontare questo aspetto emergendo, il centro New Delta di Pizzo Calabro ha deciso di avviare sin da subito un centro per la diagnostica e la terapia del post-covid.
"Si sta ragionando anche su quella che si può considerare la seconda fase del covid-spiega il medico Romeo Aracri, parte attiva del New Delta-, perché chi rimane invischiato in questo virus non ne esce in maniera automatica e semplice. Quello che deve essere chiaro che è a distanza di qualche settimana da quando ci si definisce guariti, possono accadere nuovi eventi che gli studi universitari stanno mettendo in evidenza. Si tratta di sintomi che non compaiono non subito dopo l'infezione ma a distanza della quattordicesima settimana, una sintomatologia che possiamo considerare come una sindrome non chiara, classificata, ma una sindrome sicuramente”.
“Non è ben definita – aggiunge – ma è multisistemica e colpisce a distanza di tempo dall'infezione. E può colpire diversi organi, non necessariamente sempre gli stessi. È necessario, quindi, saperla individuare in modo da saper indirizzare il paziente allo specialista di competenza. Un ruolo essenziale, ovviamente, è svolto dai medici di famiglia. I più titolati, per la loro costante frequentazione, ad individuare questi pazienti, selezionarli ed indirizzarli allo specialista di riferimento in modo tempestivo per cercare di limitare i danni ce questa sindrome post-covid può provocare”.
Ecco, dunque, la necessità di attrezzarsi attraverso la realizzazione di un centro di diagnostica e terapia dedicata che l’istituto New Delta mette a disposizione nella sua sede di Pizzo.
“Ci stiamo attrezzando per affrontare la sindrome post covid – rimarca il professor Giuseppe Gambardella, direttore del centro - per cui possiamo annunciare che da oggi è operativo un gruppo medico, con una serie di specialisti relativamente a quegli organi maggiormente a rischio, come ad esempio il collega Francesco Giuffrè, nefrologo di chiara fama che si interesserà delle patologie renali post covid”
“Bisogna mandare un segnale forte e chiaro a tutti – prosegue Gambardella – non possiamo pensare che sia una semplice influenza: viene, ho la febbre, mi sento male, sono astenico e poi passa tutto. Purtroppo non è così, anche dopo molto tempo si possono avere delle complicanze soprattutto, cardiache e respiratorie, ma anche neurologiche e renali. Io che mi interesso di problematiche neurologiche e neurochirurgiche devo purtroppo confermare che già ho in cura diverse pazienti con delle forme di polineuropatie post covid, alcune delle quali invalidanti. Chi ha dei dubbi su una patologia che magari è sopravvenuta dopo essere usciti dal covid potrà eventualmente rivolgersi ai nostri specialisti che saranno a disposizione, come il collega Giofré, che è un grande esperto di patologia renale”.
Un’ultima raccomandazione da parte del professor Gambardella: “Vaccinarsi è estremamente importante, perché è l'unica arma che abbiamo per combattere il covid. Chi ha un corredo di anticorpi adeguato sicuramente lotta di più e meglio contro il coronavirus ed molto alte sono le possibilità di vincerlo, questo virus, che altrimenti rimane un grosso pericolo per la specie uomo”.
