'Ndrangheta: tentata estorsione, al via a Vibo processo a Nazzareno Lo Bianco
Al via stamane dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia presieduto dal giudice, Lucia Monaco, a latere i giudici Pia Sordetti e Giovanna Taricco, il processo per tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, che vede imputato Nazzareno Lo Bianco, 63 anni, detto “Giacchetta”, di Vibo Valentia. Nelle precedenti udienze un difetto di notifica sia all’imputato che alla parte offesa aveva impedito l’apertura del dibattimento. Stamane l'udienza è servita per programmare la citazione per il 12 ottobre prossimo di cinque testi della Dda di Catanzaro, rappresentata stamane in aula dal pm Saverio Vertuccio.

L'imputato, difeso dall'avvocato Francesco Sabatino, avrebbe tentato un'estorsione al titolare di un'impresa edile impegnato nella realizzazione di 15 bagni e dell’impianto antincendio in un’azienda del luogo. Nazzareno Lo Bianco, secondo la Dda, avrebbe prima tentato di impedire all’imprenditore edile di continuare i lavori e poi tentato di costringere successivamente la stessa parte lesa a rinunciare pure ad altro lavoro di ristrutturazione idraulica in un appartamento di un ingegnere di Vibo. Ad avviso degli inquirenti, Nazzareno Lo Bianco avrebbe minacciato di gravi ritorsioni la vittima per imporsi nell’accaparramento dei lavori pur contro la volontà del committente e della ditta incaricata. Nazzareno Lo Bianco, detto “Giacchetta”, nel 2009 era stato condannato a 4 anni ed 8 mesi per associazione mafiosa in primo grado nel processo nato dall’operazione denominata “Nuova Alba”. Nel 2010, a differenza del fratello e dei cugini, era stato poi assolto in appello. (g.b.)
