La Sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva le condanne per undici imputati del processo “Molo 13”, inchiesta della Dda di Catanzaro sul presunto traffico internazionale di cocaina tra il clan Gallace di Guardavalle e gruppi criminali sudamericani. Due invece le assoluzioni. La Suprema Corte ha infatti assolto Gianluca Tassone, “perché il fatto non sussiste”, e Benito Andrea Riitano, annullando le rispettive condanne senza rinvio.

Confermate invece le pene già inflitte nei precedenti gradi di giudizio a: Agazio Andreacchio (2 anni e 4 mesi), Giuseppe Bava (2 anni e 8 mesi), Nicola Chiefari (15 anni e 4 mesi), Bruno Gallace (3 anni), Nicola Guido, Mario Palamara, Francesco Riitano, Paolo Riitano, Francesco Taverniti e Domenico Vitale, tutti condannati anche al pagamento delle spese processuali. Dichiara inammissibile il ricorso di Giuseppe Vitale, condannato anch’egli alle spese.

L’inchiesta aveva svelato, secondo l’accusa, un sistema di comunicazione criptata basato sul software Pgp, che consentiva ai gruppi criminali di dialogare in modo sicuro attraverso smartphone collegati a un server clandestino in Costa Rica.

Nel collegio difensivo, gli avvocati Vincenzo Cicino, Sergio Rotundo, Salvatore Staiano, Domenico Concolino, Mauro Ruga, Guido Contestabile e Pamela Tassone.

La decisione della Cassazione rende definitive le condanne e conferma l’impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.