Coronavirus, l'appello dell'Udicon: "Bisogna tutelare anche i consumatori"
"Non è sicuramente questo il momento delle polemiche e non è questo il taglio che vorrei dare, mi sento però di dover sottolineare l'invito a riconsiderare alcune questioni nel prossimo decreto che verrà discusso ad aprile, perché all'interno del 'Decreto Marzo' di misure che tutelino i consumatori neanche l'ombra". Ad affermarlo è il presidente nazionale dell'Unione per la difesa dei consumatori (U.Di.Con.) Denis Nesci. "Siamo sicuramente d'accordo - prosegue - con il supporto che il Governo ha voluto fornire alle imprese ed a tutti coloro che hanno perso il lavoro, ma bisogna assolutamente pensare anche a come garantire il rispetto dei diritti dei consumatori. Fortunatamente molte aziende, alcune senza alcun obbligo, stanno pensando o hanno già pensato ad alcune modalità di rimborso, ma devono essere le Istituzioni a garantire assoluta tutela in questo momento".
Sospendere il pagamento delle utenze. "Bene la sospensione delle rate dei mutui - continua Nesci - per situazioni particolarmente gravi, ma stiamo parlando di un ampliamento di misure già esistenti di fatto. Un momento così critico l'Italia non lo viveva da oltre quarant'anni, per questo motivo è necessario pensare a misure davvero particolari per superare non solo questo mese in cui tutto rimarrà fermo, ma anche una ripartenza che così rischia di avere il freno a mano tirato. Dove sono le sospensioni dei pagamenti delle utenze? Perchè si pensa solo al rimborso dei soggiorni e degli spettacoli, quando ci sono tantissimi settori nei quali servirà il rimborso di un ticket? Per altro 30 giorni per una richiesta di rimborso ci sembrano onestamente troppo pochi".
Preoccupati per il Sud Italia. "Come ho già detto non è il momento delle polemiche ma chiedo alle Istituzioni ed in primis al premier Giuseppe Conte di provvedere nel prossimo decreto a misure ad hoc per i consumatori. Senza queste misure, non sarà questione di polemiche, ma di una mancanza di possibilità di spesa che inciderà sui consumatori e di conseguenza sull'economia italiana. In questo decreto ciò che non ci torna, in particolare, sono i soldi destinati alla sanità, un vero e proprio paradosso. Soprattutto, siamo preoccupati per le regioni del Sud Italia, vittime di gestioni particolarmente scellerate in ambito sanitario e che più delle altre rischiano di soccombere sotto i colpi subdoli ma durissimi del coronavirus". "Vogliamo infine - conclude Nesci - abbracciare virtualmente tutti i medici, gli infermieri, i volontari e le forze dell'ordine che senza sosta si stanno prodigando per il bene e la salute di tutti gli italiani".
