Allarme tsunami sulla costa vibonese. E' lo scenario da incubo disegnato dal 14º Battaglione Carabinieri Calabria per un'esercitazione che si è tenuta questa mattina  a Parghelia. Una vera e propria simulazione con tanto di procedure di primo soccorso e recupero di feriti allo scopo di addestrare il personale a mantenere un'alta capacità di intervento in un arco temporale ristretto nel caso in cui la provincia di Vibo venisse colpita da un maremoto o da un'onda anomala.




Tutte le coste del Mediterraneo sono a rischio maremoto a causa dell'elevata sismicità e della presenza di numerosi vulcani attivi, emersi e sommersi. Le aree costiere più colpite e maggiormente a rischio sono quelle della Sicilia orientale, della Calabria, della Puglia e dell'arcipelago delle Eolie. L'area costiera di Vibo Valentia è particolarmente interessata dal rischio maremoto perché, a largo della costa tirrenica meridionale, vi sono diverse faglie attive.

Inoltre, nel Tirreno insistono i vulcani dell'arco eoliano, anch'essi responsabili di maremoti sia per l'innesco di frane sia direttamente per l'attività eruttiva. Lo scenario simulato è stato quello di un fenomeno ondoso straordinario causato dal distacco franoso del fronte sud-orientale del vulcano "Stromboli-Ginostra" che investe la costa antistante la costa dei Comuni di Tropea e Parghelia. Gran parte dell'abitato viene sommerso, rendendo necessario - nelle operazioni di soccorso - l'impiego di personale esclusivamente appiedato per le necessarie attività di censimento e scavo. L'obiettivo sarà quello di approfondire la conoscenza delle problematiche operative connesse all'impiego del reparto di soccorso nelle zone colpite dalla calamità naturale.

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