Dopo la batosta del Piano di riequilibrio del Comune di Vibo bocciato dalla Corte dei Conti, il gruppo di maggioranza fa quadrato attorno al sindaco Maria Limardo, che sin dal principio del suo mandato, "sostenuta da tutta la maggioranza ha speso, nel suo incarico, energia, caparbietà e coraggio tipici della sua opera e della sua natura".

Poi l'affondo alla minoranza: "La nuova stagione tanto magnificata dal consigliere Stefano Luciano, possiamo affermare che non ci sarà, anche perché la stagione della sua compagine è da tempo trapassata. Né vi è ricordo di “primavere” politiche ed economiche vissute nella nostra città grazie a lui e al suo, attuale, partito, anche perché non bisogna dimenticare che lo stesso consigliere ha rivestito cariche importanti nelle precedenti amministrazioni. Questa consiliatura ha avuto da subito un percorso difficile, in cui, però, abbiamo fortemente creduto insieme al nostro sindaco, auspicando, anche grazie al nostro agire, che la città potesse venire fuori dal disastro in cui versa sin dal 2013 e non cadesse nuovamente in dissesto. L’impegno di questa Amministrazione e del sindaco Limardo è stato ben visibile ed è sotto gli occhi di tutti".

E ancora: "Abbiamo recuperato 13,5 milioni di euro, in due anni di Amministrazione! Portando avanti la strategia del sindaco del piano di rientro stilato dalla dott.ssa Maria Teresa Nardo, abbiamo evitato di perdere i Finanziamenti egli aiuti statali. Le politiche dei tagli e del contenimento alla spesa pubblica sono state attuate integralmente, ma il deficit strutturale è da rinvenirsi nella insufficiente risposta tributaria derivata dalla crisi socio economica in cui si trovano i contribuenti anche in ragione di quanto accaduto a seguito del flagello – anche economico - della Pandemia da Covid19, che ha favorito l’impoverimento della città e l’aumento esasperato della disoccupazione. Sul risanamento intrapreso e il piano di equilibrio egregiamente elaborato sotto la guida severa dell’assessore Nardo è arrivata la mannaia della conclusione del primo dissesto che ha lasciato macerie che non potevano essere prevedibili per tale portata, 18 mln di passività escluse dal dissesto. Ed è per questo che non abbiamo mai creduto che la soluzione potesse essere un secondo dissesto".

Va denunciata anche "la circostanza che i tanti aiuti richiesti da parte di questa Amministrazione allo Stato non sono mai arrivati. E non si può pensare, che i grandi problemi economici che attanagliano la nostra comunità possano essere risolti in breve tempo, né tantomeno che un’amministrazione che trovi una situazione catastrofica, possa far quadrare i conti, in soli due anni".