Il 118 resta in debito di ossigeno in provincia di Vibo Valentia. E attende “soccorsi” che non arrivano. Perchè se di ritardi si deve parlare, su questo territorio, sono quelli addebitabili anzitutto a chi dovrebbe assumere autisti e non lo fa, tenendo fior di ambulanze appena acquistate ferme nei parcheggi. Si lavora, dunque, con difficoltà sempre maggiori. Servirebbero almeno tredici autisti, a seguito dei pensionamenti avvenuti nell'ultimo anno, tre solo nella postazione di Serra San Bruno.

Non essendo stata rinnovata la convenzione con la Croce Rossa, dalla città capoluogo a Serra San Bruno, passando per Soriano, l'equipe guidata dal dott. Antonio Talesa (Direttore della centrale operativa del 118 Area Centro) dispone di appena un'autombulanza ed un'automedica per il nosocomio della città capoluogo, una seconda ambulanza che staziona a Soriano, ma viene impiegata quando necessario anche a Serra San Bruno, sede in cui staziona solo un'automedica.

E proprio nell'area montana, è scoppiato un caso qualche giorno addietro, legato alla presunta lentezza dei soccorsi a seguito di un incidente avvenuto tra Serra e Mongiana. I sanitari, infatti, intervenuti con l'automedica, hanno prestato al paziente le prime cure sul posto, per poi far intervenire l'ambulanza. Il tutto, dopo aver valutato che la situazione fosse relativamente preoccupante. Operazione che ha sollevato un polverone dinanzi al quale il dott. Talesa, “con disappunto e sgomento”, non ha esitato a fare alcune precisazioni. “Il servizio di 118 – ha detto – funziona alla perfezione perchè il dirigente e gli operatori sono devoti ed appassionati al proprio lavoro, operando con rispetto e professionalità, pur nella carenza di personale”. D'altronde, sono precisi protocolli a regolamentare il sistema di interventi.

Ed il principio “al quale ci rifacciamo è quello secondo cui “tecnologia e professionisti devono essere al letto del malato e non viceversa”. Senza andare molto per il sottile, il professionista ha spiegato quanto accaduto nel pomeriggio di sabato. “Ricevuta la chiamata – ha chiarito Talesa - è stato attivato l'equipaggio con automedica. Nel giro di dieci minuti eravamo già sul posto dell'incidente. Lì il paziente è stato stabilizzato e trattato per poi essere trasportato in ospedale con un'ambulanza”. Nulla di anomalo, dunque. “Perchè nessuno può pensare – ha chiosato - che sia l'ambulanza a salvare la vita. La vita la salva l'equipaggio che può arrivare con qualunque mezzo”. Peraltro, gli operatori sanitari poco possono al cospetto di un'azienda che continua a non assumere autisti, pur disponendo di varie macchine appena acquistate. Un concorso, infatti, è stato effettuato da tempo a Crotone in modalità aperta. Ma nessuno ha ancora pensato di attingere a quella graduatoria per colmare il gap esistente nel Vibonese. Una paralisi determinata da chissà quale “oscuro” motivo...