Stato d'allerta per un agente di commercio residente in un comune dell'hinterland di Vibo Valentia. Congedato dal servizio militare nel 1993, è stato invitato a comunicare preventivamente eventuali spostamenti all'estero

di MIMMO FAMULARO

Occhio alle "cartoline". In un momento storico di altissima tensione per via dell'emergenza terrorismo c'è chi rischia il richiamo alle armi. Al contrario di quanti molti pensano, non è assolutamente necessario essere in "stato di guerra" per rientrare tra le file dell'esercito italiano. Si può ritornare sotto le armi anche per brevi periodi di addestramento o aggiornamento qualora, al tempo del servizio di leva, si fossero ricoperti incarichi particolari o molto specializzati. Occhio quindi alle "cartoline", soprattutto quelle di colore rosso.

La storia. E qui inizia la storia di un agente di commercio residente nell'hinterland vibonese che proprio qualche giorno fa è stato verbalmente invitato dai carabinieri del suo paese per presentarsi in caserma al fine di verificare i dati anagrafici e quelli di residenza e, quindi, invitato a comunicare eventuali viaggi all'estero o cambi di domicilio. Vicenda non proprio singolare per l'agente vibonese. "Una cosa simile – afferma – mi era già successa ai tempi della seconda guerra del Golfo. Anche allora fui allertato dai carabinieri e invitato a comunicare ogni mio spostamento. Continuai a svolgere il mio lavoro senza alcun problema e non ci fu un seguito a quella comunicazione".

Le cartoline dell'Esercito

Cartolina rossa. La "discriminante" tra lui e gli altri suoi concittadini che hanno fatto il servizio militare è una cartolina rossa consegnata al momento del congedo. In pratica l'agente in questione è considerato un "riservista" ovvero una riserva dell'esercito italiano: in gergo tecnico appartiene alle cosiddette "forze di completamento" che possono essere richiamate per corsi di aggiornamenti o addestramento avendo ricoperto all'epoca della leva degli incarichi particolari. Ogni reggimento ha la sua compagnia di "riservisti". "Ho fatto il servizio di leva nel 1992 – spiega – in una caserma del Sud Italia. Ero nel corpo dei Carristi e il corso di specializzazione svolto era quello di cannoniere. In pratica nel carro armato avevo il compito di sparare. Al momento del congedo mi è stata consegnata questa cartolina rossa e, proprio in questi giorni, ho scoperto di poter essere potenzialmente richiamato alle armi fino a 45 anni. Solo dopo, il mio congedo diventerà a tutti gli effetti illimitato".

La normativa. Di anni l'agente vibonese ne ha appena compiuti 44 e la legge non esenta i Comuni italiani alla formazione delle liste di leva nelle quali sono iscritti i cittadini italiani di sesso maschile suscettibili di chiamata alle armi dal diciottesimo anno di età fino, e non oltre, i 45 anni. "Con i miei commilitoni del servizio di leva del 1992 – dice – ci siamo ritrovati su facebook e abbiamo anche creato un gruppo. Mio malgrando ho scoperto che, tra tutti, io sono stato l'unico ad aver ricevuto al momento del congedo questa cartolina rossa".