Fratelli calabresi uccisi e sepolti in Toscana, dieci gli indagati (NOMI)
La svolta arriva a distanza di sedici anni da un duplice omicidio quantomai barbaro nelle sue modalità. Sono dieci gli indagati per la morte di due manovali edili calabresi, Ettore e Angelo Talarico, i cui corpi sepolti furono ritrovati nell'aprile 2006 da un agricoltore in pensione che passava in zona, tra i boschi, in località il Tasso, tra l'abitato di Terranuova Bracciolini e il torrente Caprenne, non lontano dal tracciato dell'A1. Un duplice omicidio di 'ndrangheta, si disse subito, ma senza che ci fossero indagati. A distanza di sedici anni dai fatti, la direzione distrettuale antimafia di Firenze ha un lungo elenco di persone a cui addebitare are il doppio delitto.
La ricostruzione dei fatti. L'ultima volta che i due fratelli, di 42 e 35 anni, furono visti in vita era la sera di venerdì 7 aprile 2006. Erano a San Giovanni Valdarno, dove si erano trasferiti da poco tempo per lavorare come muratori. Uno era in Valdarno da meno di un anno, l'altro da un mese. Lavoravano per una ditta con numerosi appalti tra le province di Arezzo e Firenze. Nel pomeriggio di domenica 9 aprile il ritrovamento dei cadaveri. La scoperta fu fatta da un pensionato di passaggio - portava da mangiare ai propri cani - che notò alcune macchie di sangue rappreso. Seguendo le tracce arrivò al punto della sepoltura: c'era un braccio che spuntava dalla terra mossa. I killer avevano scavato una buca con una pala, profonda un metro e mezzo e larga due e avevano portate la calce per coprire meglio l'odore dei corpi.
Tentata fuga. I due muratori avrebbero cercato di sfuggire - trasferendosi in Toscana - a una faida tra clan, la cosca dei Bubbo e quella dei Carpino, a cui i due fratelli sarebbero stati affiliati. Tutti calabresi gli indagati che - come anticipa La Nazione di oggi - sono Filippo Bubbo, Raffaele Bubbo (entrambi già ai domiciliari), un imprenditore calabrese ma residente in Valdarno, Eliseo Greco, 48 anni, titolare di un’azienda edile, il fratello Giovanni Greco, in carcere in Calabria. E poi Fiore e Tommaso Gentile, entrambi detenuti, Mario Gigliotti, Domenico Colosimo, Giuseppe Rocca e Vincenzo Iervasi. L'accusa è sostenuta dalla pm della Dda Giuseppina Mione. Gli indagati saranno sottoposti al test del dna in incidente probatorio, disposto dal gip del tribunale di Firenze Piergiorgio Ponticelli. Il Dna sarà poi comparato con le tracce trovate sul luogo dell’omicidio.
