Elezioni politiche 2018: Talarico, Brutto, Gallo e i parenti degli 'ndranghetisti
Sono le elezioni politiche del 2018, uno degli snodi dell'inchiesta che oggi ha portato all'arresto anche di Francesco Talarico, candidato per il collegio uninominale di Reggio Calabria alla Camera dei deputati con l'Udc ed ex presidente del Consiglio regionale. I fatti sarebbero successivi"ad un accordo intrattenuto in una serie di riunioni, a partire da giugno/luglio 2017, con Tommaso Brutto e il figlio Saverio - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare - che caldeggiavano il ricorso ad Antonio Gallo".
L'obiettivo era quello di ottenere il sostegno elettorale "in cambio dell'impegno ad appoggiare Antonio Gallo" ad ottenere "con modalità illecite", appalti per la fornitura di prodotti antinfortunistici erogati dalla sua impresa e banditi da enti pubblici economici e società in house, attraverso la mediazione dell'europarlamentare Lorenzo Cesa "con il quale Talarico avrebbe promosso un incontro a Roma, tenutosi il 7 luglio 2017". Il figlio di Tommaso Brutto, Saverio, peraltro, avrebbe dovuto ricoprire l'incarico di segretario particolare dell'ex presidente del Consiglio regionale, in caso di elezione al Parlamento.
Un resoconto quello del giudice per le indagini preliminari Alfredo Ferraro dal quale emergono anche i passaggi successivi della "trattativa". Infatti, "in cambio di questo accordo Talarico si era fatto promettere da Saverio Brutto l'intervento di Gallo e quindi il sostegno elettorale di quest'ultimo nel collegio di Reggio".
Pacta servanda sunt. Ebbene, Gallo -stando alle ricostruzioni dei giudici - avrebbe espletato il suo compito senza sottrarsi ai patti. Aveva interpellato, infatti, "i suoi referenti incontrati a Roma due volte e poi con lo stesso Talarico il 31 gennaio 2018 a Reggio". Mancava un mese ormai alle elezioni. Nella fattispecie, "Natale Errigo, imparentato con esponenti della cosca De Stefano/Tegano di Archi; Antonio Utano, imparentato con Paolo Rosario De Stefano Caponera, Paolo Schimizzi e Giuseppe Tegano; Francesco Paolo Votano e Antonino Pirrello, quest'ultimo cugino di Pietro Pirrello, indagato nell'operazione "Alchemia". Costoro, stando ovviamente alle ricostruzioni degli inquirenti, "confermavano il sostegno elettorale e Natale Errigo si faceva chiarire esplicitamente che i patti venissero onorati". Insomma, il dado era stato già sostanzialmente tratto.
