Sanità a Vibo, gastroscopia urgente nel 2028: la denuncia di un paziente
Dopo un tumore deve ripetere l’esame, ma non trova posto prima di tre anni. “Così il diritto alla salute resta solo sulla carta”
Tra annunci, promesse e proteste che da mesi attraversano la città, la sanità vibonese continua a fare i conti con la quotidianità di chi aspetta una risposta. È la storia di Domenico Staropoli, cittadino di Vibo, che dopo aver affrontato un tumore e completato il percorso di cure si è visto prescrivere una gastroscopia con impegnativa urgente. La prima data disponibile? Il 2028. Lo scrive “Gazzetta del Sud”.
“Ho chiamato per prenotare – racconta – ma mi hanno detto che con le urgenze non c’è posto e che la prima disponibilità è tra tre anni”. Un tempo che stride con la parola “urgente” riportata sulla richiesta medica e che riporta al centro il tema delle liste d’attesa.
Intanto, in città, continuano le mobilitazioni di cittadini e associazioni davanti all’ospedale “Jazzolino” e alla sede dell’Azienda sanitaria provinciale. Da una parte chi chiede assistenza e servizi adeguati, dall’altra una sanità che prova a riorganizzarsi tra carenze di personale e strutture in affanno, mentre il nuovo ospedale resta un progetto atteso da oltre vent’anni.
Nel mezzo ci sono i pazienti, le loro storie e i loro tempi. Perché, al di là del dibattito politico e istituzionale, la sanità si misura nella vita quotidiana delle persone. E quando un controllo urgente slitta di anni, il diritto alla salute rischia di trasformarsi in un principio proclamato più che garantito.
