L'8 novembre, l’imprenditore Angelo Bonomelli è stato trovato morto, riverso nel suo Suv posteggiato in un parcheggio di Entratico, non lontano da Bergamo. Inizialmente si era pensato a un malore, invece i carabinieri hanno arrestato quattro persone: padre e figlio, la fidanzata di quest'ultimo e un amico: sono accusati di omicidio e rapina in concorso.

Non volevano uccidere Angelo Bonomelli, ma soltanto narcotizzarlo sciogliendogli di nascosto dei tranquillanti in una bevanda per intontirlo e rubargli l'orologio d'oro. È quanto hanno dichiarato in carcere a Bergamo alla giudice delle indagini preliminari, Maria Beatrice Parati, i quattro arrestati per l'omicidio dell'imprenditore ottantenne: Matteo Gherardi (assistito dall'avvocato Gianluca Quadri), 33 anni, pregiudicato per rapine, il padre Luigi Gherardi, pensionato 68enne, e Jasmine Gervasoni (avvocato Roberta Zucchinali), 23 anni, nota alle forze dell'ordine per truffa e furto, Omar Poretti (avvocato Luca Bosisio), 24 anni, anch'egli noto per rapina e droga.

Al termine dell'interrogatorio durato qualche ora, riporta La Repubblica, gli avvocati dei Gherardi e della fidanzata di Matteo, Jasmine Gervasoni, hanno fatto sapere che i loro assistiti hanno risposto alle domande del gip dichiarando che, durante l'incontro al bar di Entratico avrebbero meditato di stordire Bonomelli per farlo dormire e portargli via l'orologio, senza intento di ucciderlo.

Dalle indagini dei militari dell'Arma, coordinati dalla Procura di Bergamo, è emerso che Bonomelli, nel pomeriggio di lunedì 7 novembre, aveva incontrato i quattro in un bar di Entratico per discutere del rilancio sui social delle terme di sua proprietà. I quattro lo avevano invece narcotizzato, sciogliendogli una sostanza in una bevanda e lo avevano portato, con il suo Suv, nel parcheggio di Entratico, per derubarlo di orologio d'oro, soldi e cellulare: il narcotizzante ha avuto un effetto mortale per Bonomelli, che non si è più risvegliato.