L'ex consigliere regionale, in lizza alle elezioni della prossima primavera,  all'attacco dei democrat impegnati a darsi battaglia fra loro.

Si accende il dibattito sulle amministrative di Sant'Onofrio. Nel centro del Vibonese, si voterà nella prossima primavera per il rinnovo del Consiglio comunale. E la corsa per le candidature è iniziata da un pezzo. Il centrosinistra non riesce a mettere insieme i propri cocci al di là dello sforzo e delle buone intenzioni del responsabile di sezione. 

La replica di Di Sì. Alle parole del segretario di circolo Giuseppe Ruffa che parlava di unità e delle scelta concordata di Onofrio Maragò come candidato per acclamazione, hanno fatto prontamente da contraltare, nelle scorse ore, quelle di Giuseppe Di Sì, espressione dell'area De Nisi: "E' stata un’acclamazione di sole otto persone seguita all’abbandono della riunione da parte di altri esponenti. Da parte mia – ha chiarito - c’è stata una contestazione del metodo utilizzato per arrivare alla designazione di Maragò, che ritengo comunque persona capace. Non è però possibile parlare di rinnovamento, decidendo di puntare su figure che fin dal lontano ‘94 hanno già dato prova delle loro capacità amministrative". Parole non proprio in sintonia con quelle del segretario cittadino che aveva parlato di un "partito che fa paura".

L'affondo di Bulzomì. A rispondergli, ci ha pensato, un altro dei candidati, da tempo in campo per  Udc, Ncd e parte di Forza Italia, ovvero, Salvatore Bulzomì: "Fanno paura le parole del segretario del Partito democratico che non si rende conto della pesantezza delle affermazioni che arrivano dall'altra sponda del Pd locale. Forse qualcuno ha dimenticato che fino a qualche mese addietro lamentava di non conoscere neppure il numero dei tesserati. Il candidato, persona perbene, mostrerà presto le sue contraddizioni". Strali pesanti, seguiti da una domanda provocatoria: "Mi chiedo dove sia il rinnovamento guardando ai possibili candidati. Questo è il prosieguo di un'amministrazione finita male".