Elezioni provinciali a Vibo, le divisioni al Comune rischiano di spaccare il centrodestra
Muove i primi passi il centrodestra in vista delle prossime elezioni provinciali. L’interpartitica, tenutasi ieri nella sede di Forza Italia, ha consentito quantomeno di delimitare il perimetro della coalizione. Perimetro all’interno del quale dovrà essere scelto il candidato alla presidenza della Provincia. Archiviato il civismo, pertanto, l’obiettivo di tutti è parso chiaro: “Restringere al centrodestra la scelta dell’uomo su cui puntare, per poi aprire, a giochi fatti, anche ad altre possibili esperienze politiche”. Al tavolo erano presenti per FI il senatore Mangialavori, Pasqua e Grillo, per l’Udc Bruni, Console e Fera, per FdI La Gamba e Fuscà, per la Lega Piserà e Riga, per i Sovranisti Arena, Bulzomì e Bevilacqua. Ha preso parte all’incontro anche Vibo Unica, con Luciano, De Filippis e Policaro, in virtù dell’accordo politico con il Movimento per la Sovranità.
L’intento primario è parso subito quello di individuare i criteri da cui partire per la scelta del presidente. Ma il tavolo è quasi saltato quando Alfonso Grillo ha sollevato una questione-chiave: “Non si può aprire un dialogo per la definizione del candidato del centrodestra alla Provincia – ha detto – se non si mettono sul tavolo anche le altre questioni politiche aperte, a cominciare dal sostegno all’amministrazione comunale. Se Costa è ritenuto idoneo da questo centrodestra – ha tuonato Grillo - allora candidiamolo. In caso contrario, non c’è motivo di continuare a sostenerlo, a meno che il primo cittadino e i consiglieri non si rimettano una volta per tutte alla decisione dei partiti di centrodestra”. Parole forti, condivise anche dall’Udc e dalle altre forze di destra. Il confronto è stato a quel punto aggiornato al prossimo giovedì, quando ciascuna forza potrebbe presentare una propria rosa di nomi.
