Il capogruppo di Forza Italia dovrebbe essere il destinatario della poltrona lasciata vuota da Francesco Alessandria che si è dimesso nei giorni scorsi

La scelta del nuovo assessore ai Lavori pubblici come ampiamente anticipato nei giorni scorsi, ricadrà con ogni probabilità su Lorenzo Lombardo. Il capogruppo di Forza Italia al Comune di Vibo, dopo aver ricevuto la “benedizione” del suo gruppo di riferimento in una riunione dai toni pacati, attende il responso del confronto tra i vertici della compagine azzurra - nella fattispecie il coordinatore provinciale Giuseppe Mangialavori - ed il sindaco Elio Costa.

Il nodo. La questione dovrebbe essere affrontata nell'imminenza, tra oggi e domani. Non è assolutamente chiaro, invece, quanto tempo si prenderà il capo dell'esecutivo comunale prima di ufficializzare la nomina del giovane imprenditore, (primo degli eletti con oltre 320 preferenze per la lista “Liberali per Vibo nella frazione costiera). Ad ogni modo, sono ore di palpabile tensione negli uffici del palazzo cittadino. Non solo e non tanto per la questione legata all'attribuzione di un assessorato sul quale il giovane capogruppo ha messo una seria ipoteca, quanto, invece, per le conseguenze che questa nomina potrebbe avere sugli equilibri del pubblico consesso quanto mai traballante tra trasformismi, inciuci e accordi trasversali che continuano a sfuggire alla supervisione del sindaco.

Il primato della politica. A calcoli fatti, con Lombardo in giunta, a Costa rimarrebbe un solo assessore di sua stretta fiducia, vale a dire, Raimondo Bellantoni (vicesindaco con delega alla Cultura), considerato che Francesco Alessandria ha ormai fatto le valigie e che Bruno Cutrì (assessore con delega ai Fondi europei) parla da mesi per corrispondenza con il capo dell'esecutivo comunale.
Gli altri assessori fanno riferimento ai vari Michele Lico, Stefano Luciano, Alfonso Grillo, Ottavio Bruni e, ovviamente, a Giuseppe Mangialavori.
Una giunta con caratteristiche sempre più rispondenti, insomma, alla logica del manuale Cencelli.

Maggioranza divisa. Se a questo si aggiungono le recenti tensioni in Consiglio comunale, dove la maggioranza è apparsa letteralmente spaccata in due tronconi, è ben evidente come il progetto civico di Elio Costa sia andato per alcuni aspetti rapidamente in archivio e, per altri aspetti, sia rimasto completamente in nuce. Mediare tra fazioni in lotta non sarà semplice da qui in avanti per il primo cittadino. Il sindaco sarà chiamato ad evitare un'implosione già sfiorata nel momento in cui FI, al momento di eleggere la presidenza della commissione per il nuovo ospedale, ha dato vita ad un inciucio clamoroso ed alla luce del sole con il Pd. Un gioco del quale ha fatto le spese per due volte Carmela Valia, espressione di “Liberamente insieme”, in barba alle garanzie fornitele dal primo cittadino. Ottenendo l'assessorato ai Lavori pubblici, la politica potrebbe adesso stringere ulteriormente in un angolo il capo dell'esecutivo, alle prese con questioni amministrative irrisolte e con le beghe di quei partiti che tanto avrebbe voluto tenere lontani dalla gestione della cosa pubblica. Buone intenzioni che, come tante volte accade, non trovano riscontro in una realtà pesantemente condizionata dalle logiche di parte.