Una "strategia complessa" per rispondere a un problema che non ammette soluzioni semplici. La Regione Calabria lancia la sfida al sovraffollamento delle liste d’attesa con il nuovo Piano regionale di governo (Prgla), adottato nei giorni scorsi attraverso un decreto del presidente e commissario della sanità, Roberto Occhiuto. L'obiettivo è chiaro: garantire ai cittadini l'erogazione delle prestazioni sanitarie entro tempi appropriati, agganciando finalmente la Calabria agli standard nazionali.

Non si tratta solo di una dichiarazione d’intenti, ma di un documento programmatico stringente che impone ritmi serrati alla rete sanitaria territoriale. Le singole Aziende sanitarie provinciali (Asp) avranno ora 45 giorni di tempo per adottare i propri piani aziendali, recependo le linee guida regionali per la gestione della specialistica ambulatoriale e dei ricoveri.

Il Piano introduce un vero e proprio cambio di paradigma. Per snellire le code, la Regione punta su un’integrazione massiccia tra diverse reti. Punta, insomma, sulla telemedicina, sulle televisite, telemonitoraggio e teleconsulto per ridurre gli spostamenti fisici e ottimizzare le diagnosi, su un nuovo ruolo per le farmacie del territorio, che diventeranno punti di erogazione e presa in carico. Inoltre, la gestione delle liste passerà attraverso la piattaforma regionale ReCup, collegata a quella nazionale, per un monitoraggio costante e in tempo reale dei tempi di attesa.

Il Piano ribadisce l'obbligatorietà delle classi di priorità per le prime visite e la diagnostica, definendo tabelle di marcia rigorose per i medici prescrittori:

  • U (Urgente): intervento entro 72 ore.
  • B (Breve): esecuzione entro 10 giorni.
  • D (Differibile): attesa massima di 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti.
  • P (Programmata): esecuzione entro 120 giorni.

Anche il settore dei ricoveri programmati sarà rivoluzionato da un sistema di prenotazione informatizzata. Questo strumento permetterà non solo una maggiore trasparenza, ma anche una programmazione più efficiente delle risorse chirurgiche, monitorando in modo omogeneo i tempi che intercorrono tra la diagnosi e l'intervento.

La sfida resta imponente e strettamente legata alla capacità di reclutare nuovi medici e operatori, ma con questo decreto la struttura commissariale fissa il perimetro di un diritto, quello alla cura, che in Calabria non può più essere un'incognita.