Tribunale rigetta eccezione difensiva sulla nullità della perizia. Per i giudici la prova è costituita dalla bobina ed a nulla rileva che il perito sia indagato in altra inchiesta

Andrà regolarmente avanti il processo "Black money" contro il clan Mancuso in corso dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia. I giudici hanno infatti rigettato un'eccezione con cui era stata chiesta la nullità della perizia trascrittiva delle intercettazioni del processo per via del fatto che il perito risulta indagato in altra inchiesta della Dda di Reggio Calabria (operazione "Saggio Compagno") per favoreggiamento personale aggravato dalle finalità mafiose quale perito di parte per Salvatore Cuturello, già condannato con sentenza definitiva nel processo "Dinasty" quale esponente del clan Mancuso.

intercettazioni

Secondo la Dda di Reggio, il perito nell'ambito dell'inchiesta "Saggio Compagno" avrebbe aiutato Cuturello ad eludere le investigazioni con una presunta trascrizione infedele di alcuni colloqui. Per il Tribunale di Vibo, però, Cuturello (genero del boss Giuseppe Mancuso) non è un indagato del processo "Black money" e la perizia trascrittiva del processo è stata depositata a luglio in una data in cui non aveva ancora ricevuto alcun avviso di conclusione indagine da parte della Dda di Reggio Calabria. In ogni caso, ad avviso del Tribunale collegiale presieduto dal giudice Vincenza Papagno (a latere i giudici Giovanna Taricco e Pia Sordetti), la prova nel processo non è costituita dalle trascrizioni delle intercettazioni, ma dalle bobine con i file-audio dei colloqui captati dagli investigatori a cui i giudici possono avere accesso diretto mediante l'ascolto. Per tali ragioni l'eccezione sulla nullità della perizia, sollevata dall'avvocato Francesco Stilo (difensore di Antonio Mancuso), è stata rigettata, così come la richiesta di risentirlo in aula. All'eccezione del difensore si era opposta anche il pm Marisa Manzini.

tribunale toga aula

Accolta invece dal Tribunale l'acquisizione di alcuni passaggi delle dichiarazioni di Andrea Mantella rese nel processo "Purgatorio" in cui il collaboratore aveva dichiarato che nella decisione di collaborare con la giustizia poteva aver influito anche la circostanza che alcuni suoi parenti (i Giampà di Lamezia) avevano già intrapreso la via della collaborazione ed avrebbero potuto chiamarlo in causa per dei fatti di sangue commessi sul territorio lametino. Nel processo "Black money", invece, il collaboratore aveva dichiarato nelle precedenti udienze che si era deciso a collaborare per cambiare vita. Prossimo udienza il 28 dicembre per l'inizio della requisitoria del pm Marisa Manzini. Il 23 dicembre, invece, la Cassazione deciderà sull'istanza di rimessione del processo ad altra sede avanzata dalle difese degli imputati (LEGGI QUI: ‘Ndrangheta: “Black money”, Cassazione fissa data per esame rimessione processo

Antonio Mancuso
Antonio Mancuso
Agostino Papaianni
Agostino Papaianni
Gli imputati sono: Giovanni Mancuso (cl. ’40), Antonio Mancuso (cl. ’38), Giuseppe Mancuso (cl. ’77, figlio del defunto boss Pantaleone Mancuso, detto “Vetrinetta”), Damian Fialek, Antonino Castagna, Agostino Papaianni, Leonardo Cuppari, Antonio Prestia, Gaetano Muscia, Pantaleone Mancuso (detto “Scarpuni”), Nicola Castagna, Filippo Mondella, Antonio Velardo (latitante), Raffaele Corigliano, Carmela Lopreste, Giuseppe Papaianni, Francesco Buccafusca, Pantaleone Zoccali, Carmina Mazzitelli, Ottorino Ciccarelli, Alberto Caputo.Le accuse, a vario titolo, rivolte agli imputati sono: associazione mafiosa, estorsione, usura, detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni. (g.b.)

‘Ndrangheta: processo “Black money”, testimone e investigatore oggi in aula