Dopo un anno dall’omicidio Mezzatesta inizierà il processo. Era infatti il 24 giugno del 2017 quando Gregorio Mezzatesta, dipendente delle Ferrovie dello Stato, venne crivellato. Per il suo assassinio è stato individuato Marco Gallo, arrestato il 31 luglio scorso.  Il 19 luglio prossimo, invece,  è stata fissata l’udienza preliminare, in cui Gallo comunicherà la scelta riguardante le modalità di rito processuale.




Insospettabile. Ma come si arrivò all’individuazione di Marco Gallo, accusato di svariati omicidi avvenuti nel territorio? Marco Gallo è stato un killer spietato che, secondo gli inquirenti, avrebbe commesso, con l’aiuto della moglie, altri due omicidi: quello del fruttivendolo, Francesco Berlingeri, e quello del penalista Francesco Pagliuso. Una figura, quella di Gallo, emersa grazie ad un’attenta indagine in cui ogni piccolo indizio è stato connesso con altri sino a portare alla soluzione di quello che si temeva sarebbe rimasto un’enigma irrisolvibile. Marco Gallo è tutt’ora una figura “oscura” nel panorama investigativo e gli interrogativi sono ancora svariati, innanzitutto non si conoscono i mandanti dei tre delitti che non si esclude, ma neanche si conferma, possano essere legati tra loro. Gregorio Mezzatesta, infatti, era il fratello di Domenico Mezzatesta, che nel 2013, con la complicità del figlio Giovanni, fu autore  di un duplice omicidio a Decollatura per il quale vennero entrambi condannati all'ergastolo. A morire in quell’occasione  furono Francesco Iannazzo e Giovanni Vescio. Dall’ergastolo i due Mezzatesta assistettero all'annullamento con rinvio dalla Corte di Cassazione. I due  imputati erano difesi dall'avvocato Francesco Pagliuso, ucciso la sera del 9 agosto scorso mentre nel vialetto della propria abitazione a Lamezia.

Killer spietato. Ad incastrare Marco Gallo, per l'omicidio di Gregorio Mezzatesta, furono le telecamere di videosorveglianza che hanno inquadrato Gallo in volto  mentre rientrava da Catanzaro. Una disattenzione, che lo ha portato dietro alle sbarre,  dovuta ad un guasto della moto con cui viaggiava.  Al centro delle indagini dunque  le telecamere che anche negli altri due omicidi sono state fondamentali. Una mattanza che, secondo il pm Romano,  potrebbe avere come matrice la vendetta e un’insolita trama di rancori. Gallo, dall’arresto, continua a mostrarsi silenzioso e a ribadire, attraverso il proprio legale “ la propria estraneità a tutti fatti allo stesso contestati”. (f.t.)