Non un film ma la realtà. Le auto dei Carabinieri, i mitra spianati, gli uomini in mimetica con i giubbotti antiproiettile e in assetto antiterrorismo. Tutto vero nel centro storico di Pizzo dove venerdì sera i militari dell'Arma e gli specialisti dello Squadrone Cacciatori sono stati protagonisti di un'operazione che si è svolta davanti agli occhi increduli di centinaia di turisti e residenti.

Caccia alla donna scomparsa. Tutto nasce da un probabile litigio tra un uomo e una donna. Lui è il figlio di un marittimo che vive a Pizzo, lei ha 31 anni ed è di origini marchigiane. Giovedì sparisce nel nulla dopo aver verosimilmente litigato con il compagno che all'indomani denuncia la scomparsa ai Carabinieri. Da qui in poi si attivano le ricerche e si teme qualcosa di grave. L'allarme raggiunge il livello più alto nel pomeriggio di venerdì quando il compagno riesce a mettersi in contatto con la donna la quale riferisce di essere in ostaggio di alcune persone dell'est Europa che la stavano trattenendo contro la sua volontà in un'abitazione di Pizzo non meglio specificata. Un presunto sequestro di persona, insomma. Il telefono della donna si spegne e non dà più ulteriori segnali. La svolta arriva proprio quando il cellulare viene improvvisamente riacceso e gli investigatori riescono a localizzarlo. Da qui in poi parte l'operazione vera e propria coordinata direttamente dal colonnello Luca Romano. Al comando c'è pure il capitano Gianfranco Pino, comandante della Compagnia di Vibo, che si veste da "negoziatore" e il suo ruolo si rivelerà fondamentale per individuare il posto dove la vittima viene poi trovata dai Carabinieri. L'ufficiale riesce nell'impresa di trattenere la 31enne al telefono per oltre un'ora permettendo le geolocalizzazione dell'apparecchio.

Il blitz dei Carabinieri. Il capitano Pino parla per quasi 90 minuti con la vittima. E' il tempo necessario a localizzare l'area da dove arriva il segnale. Così la zona compresa tra il Duomo di San Giorgio e piazza della Repubblica viene completamente "cinturata" dai militari dell'Arma che iniziano la loro spettacolare ispezione: mettono l'area in sicurezza, salgono anche sui tetti, effettuano una serie di perquisizioni nelle abitazioni, si preparano al peggio fino a quando non riescono ad individuare il punto preciso dove fare irruzione. Sfondano la porta di un'abitazione e all'interno trovano la donna scomparsa in stato confusionale e in preda all'alcool. Il volto è pieno di ecchimosi, le braccia e il corpo segnati da diverse contusioni ma lei nega di essere stata aggredita. Ai Carabinieri dà la sua versione dei fatti mentre sul posto arriva la guardia medica per le prime cure. In casa, con lei, ci sono anche due uomini di origini bulgare che vengono identificati e interrogati. Il mistero si infittisce mentre la donna viene portata per accertamenti all'ospedale Jazzolino di Vibo per una serie di visite terminate le quali viene dimessa.

Le indagini. Lo spettacolare blitz dei Carabinieri termina poco prima della mezzanotte e Pizzo torna alla normalità, alla movida di un venerdì sera straordinario con tanto di fuori programma. Non possono dirsi concluse le indagini perché sono diversi i punti oscuri e tutti da chiarire di una vicenda che presenta parecchi misteri. Perché la 31enne marchigiana è scomparsa? Com'è finita nella casa dei due uomini? Come si è procurata le ferite al volto e al corpo? E' stata aggredita e perché? Tanti, troppo interrogativi ancora senza risposta. I Carabinieri hanno sequestrato il telefonino grazie al quale la donna è stata rintracciata e acquisito le immagini di videosorveglianza della zona per ricostruire tutti i suoi movimenti e dare qualche risposta alle tante domande del folle e quanto mai movimentato venerdì napitino.