'Ndrangheta, il pm chiede 59 condanne per i clan del Crotonese
Il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Antonio De Bernardo, che é stato affiancato nell’inchiesta dal sostituto Domenico Guarascio, ha chiesto la condanna di 59 degli imputati a pene che variano tra i 20 anni ed i 6 anni di reclusione nel processo contro le cosche del Crotonese. Chieste anche quattro assoluzioni. Dal dibattimento sono emerse, inoltre, le ramificazioni delle cosche cutresi in Umbria, con interessi in varie attività economiche.
E Giovanni Notarianni, titolare del villaggio turistico “Porto Kaleo” di Cutro e testimone di giustizia, nel corso del processo ad alcune cosche del crotonese, che si sta tenendo a Catanzaro ha presentato una richiesta di risarcimento danni di otto milioni di euro. Nel corso dell’udienza l’avvocato Michele Gigliotti, che rappresenta Notarianni, ha illustrato, attraverso una specifica perizia, i danni subiti dall’imprenditore a causa delle estorsioni, dei danneggiamenti, dell’imposizione di manodopera e forniture che ha subito, chiedendo, tra l’altro, che il risarcimento venga liquidato in sentenza e non in separata sede.
Notarianni con le sue denunce, ha fornito un contributo importante alle indagini che hanno poi portato all’arresto dei presunti affiliati alle cosche.
