San Ferdinando, prorogato dal Consiglio dei Ministri il commissariamento
L'ente era stato sciolto per infiltrazioni mafiose a seguito di un'inchiesta della Dda di Reggio Calabria che aveva visto coinvolti il sindaco Domenico Modafferi e il suo vice Santo Cieli
Prorogato il commissarimento del Comune di San Ferdinando. A deciderlo è stato il Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, al fine di consentire la conclusione “delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali”.
Il provvedimento. Lo scioglimento era arrivato per la terza volta il 30 ottobre 2014 a seguito degli accertamenti svolti dalla Prefettura di Reggio Calabria e trasmessi al Ministero dell'Interno a seguito delle risultanze della Commissione d'accesso agli atti.
L'inchiesta della Dda. Decisiva per arrivare alla nomina di una terna commissariale si era rivelata l'inchiesta della Dda di Reggio Calabria che aveva portato al fermo del sindaco Domenico Modafferi, del suo vice Santo Cieli e di un consigliere di minoranza, Giovanni Pantano, insieme ad altri 23 tra presunti boss e gregari delle cosche di 'ndrangheta dei Pesce-Bellocco di Rosarno.
I ruoli. Cieli era stato definito dai pm come un “esponente del clan Bellocco-Cimato ed a completa disposizione degli interessi della cosca”, mentre Pantano era stato indicato come “intraneo alla cosca Pesce-Pantano” e “contraltare” del vicesindaco per pareggiare il peso delle ‘ndrine".
