Il Pd, la scissione e la strana "riconoscenza" del governatore verso Matteo Renzi
Mario Oliverio continua ad appoggiare l'ex premier, mentre Carlo Guccione si schiera con la minoranza di Orfini ed Orlando. Esce dal Pd Doris Lo Moro
Le perifrasi, i giri di parole, i concetti a metà strada tra il detto e non detto non hanno potuto nascondere una scelta che alla fine il governatore della Calabria ha dovuto fare. E se anche il suo cuore forse continui a battere ancora a sinistra, se anche egli figuri tra i bersaaniani della prima ora, quelli finiti nelle liste di proscrizione, a Mario Oliverio non è rimasto che scegliere Matteo Renzi. Quello stesso ex presidente del Consiglio che gli ha commissariato la sanità, che gli ha mandato in Calabria un pedinatore come Massimo Scura, che lo ha snobbato mille ed una volta.
Le indiscrezioni. Ancora ieri, il quotidiano la Repubblica arruolava il presidente della Regione tra le file dei Giovani Turchi di Andrea Orlando, dunque, gli anti-renziani del Pd. Ma così non sarà. Alle primarie, secondo quanto si apprende, il governatore sosterrà la candidatura di Renzi con una propria lista. Insomma, lontano dai renziani ma con l'ex sindaco di Firenze, quasi a riconoscergli un tributo per i "regali" ricevuti in questi anni.
Le posizioni. Ovviamente, restano con l'ex primo ministro tutti gli altri: da Ernesto Magorno che cerca candidati per le primarie, a Brunello Censore e Nicola Adamo, passando per i vari De Nisi, Callipo, Falcomatà, Nicodemo Oliverio, Scalzo e così via. Ma rispetto a tali posizioni nessuno avrebbe mai avuto dei dubbi. Con la minoranza di Andrea Orlando e Matteo Orfini, si schiererà invece Carletto Guccione che da tempo è fortemente critico con l'attuale governo regionale.
Gli scissionisti. In Calabria la scissione si è avvertita meno che altrove. In pochi hanno lasciato il Pd. D'altronde, la nostra è sempre stata una regione filogovernativa. A dare una mano al "Movimento democratici e progressisti" ancora senza un simbolo ci saranno la senatrice Doris Lomoro ( in lizza per divenire capogruppo a palazzo Madama), Antonio Lo Schiavo, ex candidato a sindaco di Vibo e il deputato Nico Stumpo. (t.f.)
