Caporalato e lavoro nero: sanzioni per tre aziende della Piana di Gioia Tauro
Ottava operazione di prevenzione e contrasto al caporalato e al lavoro nero. Tre le aziende controllate nella Piana di Gioia Tauro ed esattamente a Rosarno, Candidoni e Taurianova. Elevate tre sanzioni amministrative per violazione della normativa sulle assunzioni, mentre una persona è stata denunciata in stato di libertà per il reato di riduzione o mantenimento in schiavitù in quanto ha adibito un caseggiato fatiscente a dormitorio imponendo il pagamento di un canone. Sulle aziende sono in corso anche accertamenti da parte dell’Ispettorato del lavoro per valutare le posizioni dei titolari e dei dipendenti. Per i controlli sono stati impegnati circa 40 fra poliziotti, carabinieri e finanzieri, oltre al personale del Corpo Forestale dello Stato, della polizia provinciale, dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Asp di Reggio Calabria. I servizi sinora svolti hanno riguardato i quadranti del territorio in cui maggiore e la presenza di cittadini stranieri e in particolare le aziende operanti nella Piana di Gioia Tauro e segnatamente nei Comuni di Gioia Tauro, Rosarno, San Ferdinando, Melicucco, Serrata, Candidoni, Rizziconi, Varapodio, Taurianova. L’operazione interforze, avviata nel mese di novembre nella Piana di Gioia Tauro e in altre zone del territorio provinciale dove maggiormente si registra la presenza di immigrati impiegati nelle raccolta di prodotti stagionali, si inserisce nell’ambito della direttiva del Ministero dell’Interno del 23 aprile 2014 denominata “Focus ‘ndrangheta – Piano d’azione nazionale e transnazionale” e ha riguardato imprese legate ai processi di trasformazione e dei prodotti agro-alimentari.
