Elezioni provinciali, il centrodestra lavora alla composizione di una lista
Dal centrodestra emerge in maniera diffusa la volontà di concludere al più presto le disastrose esperienze di governo di Enzo Bruno e Mario Oliverio
Con l’adesione di centinaia di sottoscrittori entra nel vivo la fase organizzativa della nuova lista di centrodestra per le elezioni provinciali, alternativa a quella che sostiene il presidente uscente Enzo Bruno. Un clima di grande entusiasmo e di condivisione politica si è registrato nel corso della riunione organizzativa tenuta a Palazzo di Vetro, coordinata dal coordinatore provinciale di Forza Italia Domenico Tallini, i dirigenti dei partiti e dei movimenti del centrodestra (tra questi: Forza Italia, Udc, Cdu, Officine del Sud, Obiettivo Comune, Movimento Labor, Casapound, il consistente gruppo fuoriuscito da Fratelli d’Italia) che insieme ad una numerosa rappresentanza di sindaci e amministratori-elettori di tutta la provincia – tra cui numerosi consiglieri dei comuni di Catanzaro e Lamezia Terme, che per il voto ponderato hanno un “peso elettorale” maggiore -, si sono confrontati sulla composizione della lista, sulla scelta del simbolo e sull’elaborazione del programma di governo dell’area vasta. Programma che avrà come primo punto la modifica dello statuto dell’Ente intermedio per introdurre lo strumento della sfiducia al presidente. E’ il momento di mandare a casa Enzo Bruno – è la linea emersa nel corso della riunione - e mettere fine alla sua confusa e fallimentare azione di governo, che si è
contraddistinta soltanto per subalternità al governo regionale.
Segnale di cambiamento. Dal centrodestra emerge in maniera diffusa la volontà di mandare un grande segnale all’opinione pubblica, affinché vengano concluse al più presto le disastrose esperienze di governo di Enzo Bruno e Mario Oliverio. Il governo Oliverio, al timone della Regione Calabria da quasi due anni, ha fallito, mostrando soltanto immobilismo e totale incapacità di dare risposte ai cittadini, ai territori e agli enti locali. I sindaci sono i primi a soffrire della cattiva gestione del governo Oliverio, non sono pochi gli amministratori di centrosinistra a lamentarsi del totale abbandono dei territori da parte della Regione Calabria di fronte alle problematiche che investono la vita quotidiana dei cittadini: le elezioni provinciali sono la prima occasione per scegliere da che parte stare, privilegiando gli interessi dei cittadini rispetto a quelli dell’appartenenza politica.
Deludente Pd. Mentre le deludenti esperienze di governo a guida Pd – da Renzi ad Oliverio, a Bruno – registrano vertiginoso crollo dei consensi per il centrosinistra, il centrodestra sta dimostrando grande compattezza e coesione a livello provinciale in tutte le espressioni politiche e amministrative. Ciò rappresenta un importante segnale politico, anche nei confronti di tutte quelle energie politiche nuove e positive, oltre i singoli partiti, che vogliono unirsi attorno ad un modello di buongoverno che negli anni passati si è dimostrato vincente e capace di dare risposte ai cittadini. Un modello che, al di là delle passerelle, è stato disintegrato da Enzo Bruno che, con il pretesto dei tagli alle risorse – di cui è comunque responsabile il suo stesso governo – sta tentando di coprire la sua incapacità amministrativa, restando a galla soltanto grazie all’attaccamento al potere e all’istinto di sopravvivenza politica di una maggioranza variegata basata sul "do ut des", che è destinata a deflagrare alla vigilia del voto. Con il centrosinistra al Governo l’intera provincia, ridotta ormai a mero strumento per il soddisfacimento di interessi di partito, ha subito da parte del governo regionale il vergognoso dirottamento delle risorse destinate ad opere importanti per il territorio, come la strada provinciale 25 o il porto di Catanzaro, ed è stata anche penalizzata da una debole rappresentanza su questioni fondamentali. In questo scenario l’alternativa è rappresentata da un centrodestra autorevole, credibile, che presentandosi unito e coeso sarà capace di intercettare, in tutte le sfide future, la fiducia di un elettorato moderato che è maggioritario e che ha ritrovato voglia di impegno e di rappresentanza.
