'Ndrangheta nel Vibonese: presunto boss ai domiciliari (NOME)
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto il differimento dell'esecuzione della pena dopo gli accertamenti sanitari sulle condizioni del detenuto

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto il differimento dell'esecuzione della pena nei confronti di Pasquale Pititto, autorizzandone la scarcerazione dal carcere di Milano Opera e la prosecuzione della detenzione agli arresti domiciliari per motivi di salute.
Il provvedimento è stato adottato all'esito degli accertamenti sanitari disposti dal collegio, che ha recepito le conclusioni della consulenza tecnica d'ufficio. Secondo quanto emerso dalla perizia, il quadro clinico del detenuto richiede un percorso terapeutico e riabilitativo continuativo ritenuto incompatibile con la permanenza in istituto penitenziario.
Pititto, assistito dagli avvocati Luca Cianferoni, Mara Campagnolo e Antonio Papalia, sconterà la pena nella propria abitazione nel rispetto delle prescrizioni fissate dall'autorità giudiziaria.
I difensori hanno accolto con favore la decisione, sottolineando che il provvedimento riafferma il principio secondo cui il diritto alla salute deve essere garantito anche alle persone detenute, in linea con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Pititto era stato raggiunto nel 2023 da una misura cautelare nell'ambito dell'operazione "Maestrale". In quella fase il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva già sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La nuova decisione riguarda esclusivamente le modalità di esecuzione della pena in relazione alle condizioni sanitarie del detenuto.
