Autismo, scoppia il caso ASP a Vibo: esposti in Procura e alla Corte dei Conti
L'associazione "Io Autentico" denuncia opacità sui fondi e prestazioni sospese: sotto la lente contratti fantasma e una spesa potenziale di 750mila euro
Il sistema di assistenza per l’autismo nel Vibonese finisce nel mirino della magistratura ordinaria e contabile. L’associazione Io Autentico ODV ha ufficialmente depositato due dettagliati esposti presso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia e la Procura Regionale della Corte dei Conti per la Calabria, denunciando una gestione dei servizi terapeutici definita "potenzialmente irregolare".
Al centro della bufera c'è l'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che secondo l'associazione verrebbe gestita dall'ASP di Vibo Valentia attraverso un sistema privo della necessaria trasparenza amministrativa e clinica.
Secondo quanto emerso dagli atti depositati, l'Azienda Sanitaria Provinciale avrebbe basato i servizi su accordi e convenzioni non rintracciabili nei canali ufficiali di pubblicità amministrativa. Questa "opacità contrattuale" avrebbe prodotto conseguenze pesanti per le famiglie: sarebbero stati imposti vincoli ai pazienti sulla base di intese non ancora giuridicamente valide, portando alla sospensione di prestazioni sanitarie vitali, l'ASP avrebbe proposto servizi assistenziali al posto di quelli specialistici, disattendendo l'obbligo di stabilità delle figure professionali, fondamentale per evitare peggioramenti nei pazienti autistici. Alle famiglie, incluse quelle con Progetti di Vita attivi, verrebbero opposti "accordi in essere" di cui non esiste traccia pubblica, impedendo di fatto la verifica sulla legittimità degli affidamenti.
Il profilo contabile sollevato dinanzi alla Corte dei Conti è altrettanto allarmante. L'esposto ipotizza un'esposizione finanziaria di circa 750.000 euro annui per l'ASP di Vibo (con cifre simili segnalate anche per l'ASP di Catanzaro). La critica principale riguarda la natura dell'appalto: l'Azienda avrebbe qualificato il servizio come semplice "fornitura di personale", declassando un appalto sanitario complesso a mera somministrazione di manodopera.
I vertici di Io Autentico, il Presidente Enrico Mignolo e la Consigliera Angela Vittoria Staglianò, sono stati netti: «Non possiamo restare inerti di fronte a una gestione che degrada un diritto alla salute in una prestazione precaria e burocratizzata. Quando i servizi LEA mancano di un quadro contrattuale verificabile, crolla la responsabilità pubblica».
L'associazione chiede ora ai magistrati di accertare la legittimità delle tariffe applicate e l'effettiva responsabilità clinica dei servizi. Quella che l'ASP potrebbe aver trattato come una "anomalia tecnica" rischia ora di trasformarsi in un terremoto giudiziario per i vertici manageriali e politici della sanità calabrese.
