Natuzza Evolo | Scritte e simboli religiosi a...sangue: ecco cosa sono le emografie
Sta riscuotendo unanimi apprezzamenti una delle ultime opere dedicate a Natuzza Evolo, la mistica, morta in odore di santità, all’età di 85 anni il primo novembre del 2009 e di cui è in corso attualmente il processo di beatificazione. Il volume porta la firma del biografo Valerio Marinelli, ingegnere nucleare e docente universitario emerito dell’Università della Calabria che sulla figura di Fortunata Evolo - con la quale ha avuto più volte modo di dialogare per ore e ore, soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, nella storica casa di via Nazionale - ha già scritto numerosi volumi, che contengono una miniera di testimonianze raccolte in quasi mezzo secolo di lavoro attento e scrupoloso. Il libro, edito dalla casa editrice Mimep-Docete, ha come titolo “Emografie della Serva di Dio Natuzza Evolo – un fenomeno mistico che la scienza non sa spiegare”.
LE PRIME EMOGRAFIE
La prima manifestazione di questo genere accertata e documentata – come riporta lo stesso autore nel capitolo 1 - avvenne il 29 giugno 1940 nella Cattedrale di Mileto, “giorno in cui Natuzza ricevette il sacramento della cresima . La ragazza si accorse, subito dopo aver ricevuto il sacramento, di avere le spalle bagnate. Tornata a casa Colloca, presso la quale lavorava come domestica, le fu trovata la camicia macchiata di sangue, che aveva formato una grande croce, grande quando tutte le spalle”. E’ l’inizio documentato di una serie di fenomeni da anni al vaglio di studiosi e teologi di fama internazionale.
“Il fenomeno dell’emografia, o scrittura a sangue – si legge nella premessa di Marinelli – consiste nella formazione prodigiosa di scritte e simboli di carattere religioso su fazzoletti, garzine, indumenti e panni vari da parte del sangue affluente dalle stimmate o dalla cute; è stato un dono mistico caratteristico di Natuzza, raro nella storia dei mistici, che ha destato meraviglia ed ha contribuito a rafforzare la fede di chi la ha accostata. Potrebbe essere considerato un fenomeno di origine soprannaturale». Nel volume vengono riportate varie testimonianze sulla autenticità del fenomeno e una serie di fotografie di emografie alcune delle quali formatesi il venerdì santo. Sono inoltre riportati gli esiti degli esami scientifici effettuati sul sangue di alcune emografie. Un lavoro che di sicuro consentirà di sviluppare ulteriori ricerche e di raccogliere ulteriori importanti documenti.
GLI ALTRI FENOMENI
Quelle delle emografie - di cui Marinelli, è stato attento testimone - è uno dei tanti fenomeni straordinari che hanno caratterizzato l’esistenza di Natuzza che per anni durante la settimana santa ha rivissuto sul proprio corpo la passione del Signore: dalla crocifissione alla salita al calvario. Un fenomeno che pare abbia avuto inizio nel 1955 anche se Francesco Mesiano nel suo volume “I fenomeni paranormali di Natuzza Evolo” colloca queste manifestazioni a partire dalla settimana santa del 1958. Ecco quello che succedeva. Nei giorni che precedevano la Pasqua, Fortunata Evolo cadeva, infatti, a più riprese in uno stato di estasi e le stimmate si trasformavano a contatto con bende e fazzoletti in testi di preghiere in lingue diverse, ostie, ostensori, corone di spine e cuori. Le sofferenze raggiungevano il loro culmine nella giornata di Venerdì Santo tra mezzogiorno e le 14,30 con la flagellazione e le frequenti crisi respiratorie strettamente legate all’agonia di Cristo sulla Croce. Solo nell’ultimo anno di vita sul suo corpo non si sono aperte le ferite e le sofferenze sono state meno dolorose degli anni precedenti.Durante queste ore terribili alla mistica appariva più volte Gesù il quale la invitava a soffrire per i peccatori ma davanti ai suoi occhi si presentava anche il diavolo, un giovane di bell’aspetto, dall’età di circa 20/30 anni ben vestito che tentava in tutti i modi di dissuaderla dal suo sacrificio e di pensare piuttosto alla sua famiglia. Dal maligno Fortunata Evolo riceveva anche minacce di ogni genere che non facevano altro che aumentare il suo calvario. Le sofferenze di Natuzza finivano con uno svenimento, dal quale dopo qualche minuto si riprendeva, durante il pomeriggio della stessa giornata.Per anni numerosi medici, tra cui suo figlio Franco, scienziati e uomini di chiesa hanno trascorso il giorno più critico, ovvero il venerdì santo, accanto a lei per tentare di alleviarne le sofferenze.
FENOMENI STRAORDINARI COME QUELLI VISSUTI DA SAN PIO
Fenomeni straordinari come quelli vissuti da Natuzza Evolo hanno anche caratterizzato il percorso umano e spirituale di san Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione (25 maggio 1887-23 settembre 1968) che la mistica di Paravati ebbe modo di incontrare di persona nei primi anni Sessanta a San Giovanni Rotondo, dove era stata accompagnata dai coniugi Italia e Libero Giampà di Catanzaro, tra i primi a seguire con grande affetto e fede il cammino di Natuzza, tant’è che furono proprio loro a realizzare la cappelletta d via Nazionale dove la mistica era solita ricevere la gente. Qualche anno dopo, il 10 settembre 1968, lo stesso padre Pio, nel corso di una visione, chiese a Natuzza di pregare per lui, preannunciandole che sarebbe morto di lì a qualche giorno. «Prega per le mie sofferenze – disse il frate – perché sono all’apice, fra poco le mie finiranno e inizieranno le tue». Padre Pio morirà il 23 settembre dello stesso mese.
SIMBOLI E FRASI PRODOTTE DA INTELLIGENZE ANGELICHE
Il libro di Marinelli contiene anche uno studio teologico delle emografie realizzato dal padre Domenico Giacinto Cataldo nel 1990 e una serie di considerazioni dello stesso Marinelli per il quale “occorre riflettere che nessun essere umano è stato mai capace, mediante l’applicazione della propria volontà , di far scrivere al proprio sangue delle immagini e delle scritte su un qualunque mezzo a contatto con esso; pertanto non è possibile considerare questo fenomeno come un fenomeno naturale, spiegabile con le leggi della natura”. Lo stesso studioso si dice inoltre convinto che “indubbiamente un’energia intelligente pilotava le particelle di sangue disponendole nei punti appropriati in modo da formare simboli e frasi. Questa azione - osserva Marinelli – non poteva essere stata eseguita da Natuzza, sia pure a livello inconscio ,perché il contenuto informativo delle emografie non era posseduto da Natuzza”. Da qui ne consegue “che le intelligenze che producevano le emografie erano esterne a Natuzza stessa, e potrebbero essere state o intelligenze angeliche, o intelligenze di defunti, o l’opera stessa del Signore, della Madonna o di altri santi”.
Ve ne è quanto basta - grazie a questo nuovo studio del prof. Valerio Marinelli, uomo di fede e di scienza - per aprire un ulteriore fronte di ricerca sul mistero unico e straordinario che circonda le colline di Paravati. Tutto questo mentre Paravati da giorni -dopo l’apertura della chiesa della Villa della Gioia avvenuta il sei agosto scorso – è quotidianamente meta continua di centinaia di pellegrini. Un flusso incessante di fedeli provenienti da ogni parte d’Italia. Da sottolineare che Il Papa ha concesso l’indulgenza plenaria ai pellegrini che visiteranno, fino al sei agosto del 2023, il luogo di culto.
