Vibo, la letteratura italiana protagonista al liceo artistico "Colao"
Pier Paolo Pasolini e la didattica del Novecento al centro dell'incontro tenutosi nel noto istituto cittadino alla presenza di Roberto Carnero
Il Liceo artistico “Domenico Colao” mette nuovamente al centro la letteratura. L’Istituto, guidato dal dirigente scolastico Raffaele Suppa, è sempre più protagonista negli studi della letteratura contemporanea e come centro di formazione e aggiornamento per gli insegnanti. Ancora una volta l’iniziativa è stata curata dalla prof.ssa Chiara Marasco e dal prof. Giancarlo Staropoli. L’11 marzo la scuola ha incontrato un giovane e noto studioso di letteratura contemporanea, Roberto Carnero, docente di Didattica della Letteratura presso l’Università degli Studi di Milano e autore di saggi su Gozzano, Tarchetti, Tondelli e recentemente di uno studio dedicato a Pier Paolo Pasolini, Morire per le idee. E Pasolini è stato oggetto di lettura e discussione con gli allievi del Liceo artistico. Carnero ha offerto al pubblico l’immagine di un intellettuale unico, fuori dai pregiudizi con i quali spesso è letta la sua opera. Quella di Pasolini è un’opera totale nella quale è difficile scindere i vari generi (poesia, narrativa, teatro, cinema, critica letteraria) e che è strettamente legata alla sua vicenda biografica. Gli studenti hanno ascoltato con interesse la lezione di Carnero che ha restituito l’immagine di uno scrittore che vale la pena di leggere e conoscere: attraverso la lettura appassionata di alcune strofe de Le ceneri di Gramsci e di alcune pagine di Ragazzi di vita, senza pregiudizi e mitizzazioni, Pasolini è pian piano entrato nel cuore dei ragazzi che hanno poi dato vita ad un vivace dibattito.
Corso di formazione. La giornata di studi è continuata nel pomeriggio con un corso di formazione e aggiornamento per gli insegnanti dal titolo “Insegnare il Novecento”. Relatori ancora una volta Roberto Carnero e Monica Lanzillotta, docente di Letteratura moderna e contemporanea presso l’Università della Calabria. Presente un nutrito numero di insegnanti di scuola secondaria di primo e secondo grado. Al centro della relazione di Carnero la didattica del Novecento, un secolo che sempre più appare lunghissimo e che a scuola non è facile affrontare nella sua complessità. Ecco perché il problema del canone affligge ormai gli insegnanti.
Il canone. Se negli ultimi vent’anni anni il problema del canone è stato soprattutto di carattere critico ed ha coinvolto in dibattiti accessi studiosi di tutto il mondo, soprattutto dopo la pubblicazione del Canone occidentale di Harold Bloom, oggi è soprattutto un problema scolastico. La discussione rimane quella ormai nota di chi inserire e di chi eliminare dal canone scolastico, soprattutto quando si parla di Novecento, chi sono in poche parole i ‘sommersi’e i ‘’salvati’.
I precedenti. Già Aulo Gellio, nel II secolo d. C., sosteneva che «canonici sono gli scrittori classici», quelli che si leggono nelle aule scolastiche o che comunque sono riservati a un ristretto numero di lettori e fruitori, classici sono quei testi che rimangono nel tempo, che trasmettono un significato globale sul senso della vita e della storia e che, come dice George Steiner "vale la pena di incontrare", quei libri attraverso cui, dice Calvino, "tu potrai individuare i “tuoi” classici”. La scuola è tenuta a darti degli strumenti per esercitare una scelta; ma le scelte che contano sono quelle che avvengono fuori della scuola". Di qui il valore educativo della scuola che deve guidare nella scelta della propria "biblioteca ideale". Le Indicazioni Nazionali e le linee guida hanno apparentemente messo fine alle discussioni e ai problemi di un canone che andava comunque aggiornato e ciò è stato possibile anche grazie ad una ricca offerta da parte delle case editrici che, negli ultimi anni, hanno fornito una serie di nuovi manuali più o meno utili al lavoro dell’insegnante. Ora almeno è possibile individuare sulla carta chi merita forse più spazio di altri e quanto le colonne d’Ercole del Canone si siano spostate, ma la strada per un consapevole e razionale uso di queste indicazioni ministeriali appare ancora ardua. Non basta che ogni insegnante legga le poche pagine delle Indicazioni dedicate alla propria materia di insegnamento, magari per concludere che, in fondo, poco è cambiato e che è possibile riproporre ancora una volta la vecchia programmazione.
Ruolo delle case editrici. In questa difficile selezione stanno venendo in aiuto le case editrici con nuovi manuali che superando le vecchie strutture e le lungaggini di quelli più tradizionali e indicando oggi nuove strade percorribili, come quella di aprire delle finestre su alcuni autori, su alcune opere magari invitando i docenti a scelte coraggiose che esclude alcuni e salva dall’oblio altri e, magari, puntando lo sguardo sulla narrativa più vicina ai giovani, quella, per esempio, di qualità di Pier Vittorio Tondelli che consentirebbe un’utile riflessione metalinguistica sul linguaggio giovanile. Prossimi appuntamenti, al Liceo artistico, con la letteratura sono il 9 Aprile con il Prof. Rino Caputo (Università Roma Torvergata) che parlerà con gli studenti di Pirandello (La ‘cotidiana sete di spettacoli’) e il 15 aprile con il Seminario Mod (Società per la modernità letteraria) sul Perché della letteratura.
