Inchiesta contro i clan di Laureana di Borrello, torna in libertà uno degli indagati
Dopo diciassette mesi di detenzione, il giudice del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha rimesso in libertà Vincenzo Piromalli
Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, dopo quasi 17 mesi di detenzione, ha rimesso in libertà Vincenzo Piromalli adeguandosi cosi al dettato della Corte di Cassazione che il 31 gennaio scorso aveva annullato l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, emessa nel dicembre del 3016.
Piromalli era stato arrestato e condotto in carcere il 3 novembre del 2016, nell’ambito dell’Operazione Lex, con l’accusa di far parte della cosca Chindamo–Ferrentino e di aver fatto parte del commando che danneggio a colpi di arma da fuoco la serranda di un esercizio commerciale a Laureana di Borrello. La Suprema Corte, in accoglimento delle censure mosse dalla difesa, rappresentata dall’avv. Giovanni Montalto e Domenico Ceravolo, segnalava evidenti contraddizioni sulla motivazione in merito alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ritenedoli inidonei a riscontrare i fatti contestati. Veniva, dunque, fissata nuova udienza innanzi al Tdl ed in tale sede la difesa illustrava l’infondatezza della tesi accusatoria depositando atti processuali dai quali emergeva l’insussistenza di un quadro indiziario grave da giustificare la permanenza dello stato detentivo.
I difensori chiedevano la rimessione in liberà sostenendo che l’evoluzione investigativa ed una attenta analisi degli elementi, posti a fondamento dell’accusa di essere un partecipe alla consorteria mafiosa, non erano idonei a rappresentare la sussistenza dei presupposti per l’applicazione della misura cautelare in atto.
