Il trentatreenne Gioacchino Bonarrigo era ricercato da tempo. Fondamentale il contributo di due investigatori dei carabinieri giunti dall'Italia

Era ricercato da tempo dalle autorità italiane.Per lui era scattato un mandato di arresto europeo per appartenenza alla 'ndrangheta e traffico di stupefacenti. Nei giorni scorsi, una squadra investigativa speciale ha arrestato in Olanda il 33enne Gioacchino Bonarrigo. Il latitante è stato condotto davanti al procuratore di Amsterdam. In attesa della decisione del Tribunale sulla sua estradizione in Italia, rimane in detenuto in carcere.

La ricostruzione. Da fonti di Polizia la squadra investigativa di Amsterdam aveva appreso che l’Italiano probabilmente si trovava nella città olandese. L’indagine era stata affidata ad un team del Servizio Investigativo Regionale (Dienst Regionale Recherche), che ben presto aveva adocchiato un’abitazione sulla Valkenburgerstraat e l’aveva posta sotto osservazione. Dall’Italia sono giunti anche due investigatori dei carabinieri per fornire ulteriori informazioni e per essere testimoni dell’eventuale arresto. Insieme agli agenti di Polizia olandesi in borghese del team Zuid Buitenveldert, si è deciso si procedere all’arresto il più presto posssibile, quando il latitante ha lasciato l’abitazione. Il ricercato è stato bloccato da ogni parte e arrestato sulla piazza Waterlooplein. L’azione di sorpresa è stata così veloce che l’arresto si è svolto senza problemi.

Sfera d'azione. In particolare, da acquisizioni informative ottenute grazie alla stretta collaborazione instaurata sin dal mese di giugno con le forze di polizia olandesi ed alla fondamentale opera di raccordo ininterrottamente assicurata dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (Scip), è emerso che il latitante, sotto false generalità, era solito muoversi in vari paesi della Comunità europea, tra cui prevalentemente l’Olanda.

 L'operazione. Nella mattinata del 6 settembre, le forze di polizia operanti hanno individuato, in un centralissimo quartiere della capitale olandese, l’area ove Bonarrigo aveva trovato rifugio. I prolungati servizi di osservazione, protrattisi ininterrottamente fino al giorno successivo, hanno consentito di bloccare in strada il ricercato e di procedere, dunque, al suo arresto. Di nevralgica importanza per il buon esito dell’attività si è rivelato il supporto dei militari del Comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria (Reparto Operativo e neo costituito Gruppo di Gioia Tauro), presenti in ogni fase dell’operazione, tanto per l’individuazione del catturando quanto per il suo immediato e sicuro riconoscimento.

La pena. Bonarrigo, destinatario di Mandato di Arresto Europeo dall’aprile 2016, era di fatto irreperibile dal luglio 2011 allorquando era evaso dagli arresti domiciliari cui era sottoposto, ciò al fine di sottrarsi ad ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal locale ufficio GIP su richiesta di questa Procura Distrettuale, per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’uomo, inoltre, è destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura di Palmi, dovendo scontare la pena di anni 2 e giorni 19 per reati in materia di armi e ricettazione.

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