Le risorse sono state conseguite dall'assessorato guidato da Lorenza Scrugli. Destinatarie persone comprese tra i 18 ed i 64 anni

Un nuovo finanziamento di 80mila euro in arrivo al Comune di Vibo Valentia. Il progetto presentato dall’Assessorato alle Politiche Sociali, guidato dall’assessore Lorenza Scrugli, in materia di “Vita indipendente e inclusione nella società delle persone con disabilità”, è stato approvato insieme ad altri soli 8 comuni calabresi con il massimo delle quote previste, appunto gli 80mila euro da destinare alla categoria.

L'impegno. Il concetto di vita indipendente rappresenta, per le persone con disabilità, la possibilità di vivere la propria vita come qualunque altra persona, prendendo decisioni riguardanti le proprie scelte con le sole limitazioni che possono incontrare le persone senza disabilità. Non si tratta necessariamente di vivere una vita per conto proprio o dell’idea della semplice autonomia, ma ha a che fare con l’autodeterminazione delle persone con disabilità, riverberandosi anche sull’ambito familiare della persona interessata.
Vita indipendente e libertà di scelta sono strettamente connesse all’inclusione delle persone con disabilità nella società, affinché la persona con disabilità o chi lo rappresenta possa programmare e realizzare il proprio progetto di vita adulta sia all’interno che all’esterno della famiglia e dell’abitazione di origine. E affinché i familiari della persona con disabilità possano adeguatamente compiere i loro ruoli genitoriali o parentali senza deprivazioni derivanti da sovraccarichi assistenziali o economici. La persona cui viene garantito il diritto di scelta si assume, comunque, le conseguenti responsabilità e la consapevolezza degli eventuali rischi. Esso rappresenta una delle alternative possibili dell’assistenza diretta, scelta da altri, e favorisce la partecipazione delle persone con disabilità nella società. Gli interventi devono avere durata di 12 mesi.
 

Nel dettaglio. Si specifica, inoltre, che l’eventuale partecipazione dei familiari, o  di chi rappresenti la persona con disabilità, così come il ruolo della equipe, non devono costituire un ostacolo all’esercizio della piena autonomia e autodeterminazione del beneficiario, ma un’occasione per estendere alla cerchia dei congiunti gli effetti positivi di un’azione di orientamento alla vita indipendente. Naturalmente, la libera scelta dell’assistente va sempre garantita al beneficiario. Il contributo economico per l’assistente personale dovrà essere considerato come voce di spesa autonoma e specifica, pur parte di un più ampio insieme di aree di progettazione connesse all’obiettivo di autonomia. I destinatari dei Progetti di Vita Indipendente sono persone adulte con disabilità, di età compresa tra i 18 ed i 64 anni, in possesso della certificazione rilasciata ai sensi dell'art. 3 della L. 104/92 e dell'invalidità civile.

La dichiarazione. “Con questo progetto – sottolinea l’Assessore Scrugli – sperimentiamo un nuovo modello di assistenza. Un modello organizzativo che rende le persone con disabilità più autonomi e protagonisti della propria vita con pari diritti e pari opportunità. Questa sarà una possibilità di una vera inclusione sociale. Il nostro compito è proprio quello di cercare di dare più servizi possibili in questa direzione e di conseguenza perseguiamo ogni opportunità, impegnandoci nell’ottenere questi positivi risultati a favore dei più bisognosi”