Non è solo una questione di onestà, ma di profondo senso civico quella che arriva dalle strade di Rende. Protagonista della vicenda è un ragazzo di 13 anni, di origine egiziana, attualmente accolto presso le strutture del SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) della provincia di Cosenza. Il giovane ha rinvenuto, durante un momento di svago, una borsa smarrita che al suo interno custodiva un piccolo "tesoro": una rilevante somma di denaro contante, carte di credito, documenti d'identità e persino codici sensibili annotati su carta.
​Davanti a un ritrovamento che avrebbe potuto tentare chiunque, il tredicenne non ha avuto dubbi. Con la maturità di un adulto e il supporto dei propri familiari, ha immediatamente analizzato il contenuto della borsa alla ricerca di un contatto. Una volta individuato un numero di telefono, ha contattato personalmente il legittimo proprietario per concordare l'incontro.
​La riconsegna è avvenuta poco dopo: tutto il contenuto è tornato nelle mani del titolare, integro fino all'ultimo centesimo. Un gesto che nella sua semplicità assume una portata simbolica straordinaria, specialmente in un'epoca spesso segnata da diffidenza e pregiudizio verso l'altro.