Francesco Colelli
Francesco Colelli

Il concerto dei Modena City Ramblers, scelti dal Comune di Vibo Valentia per festeggiare il Capodanno in piazza, si trasforma in un caso politico. A innescare la polemica sono state le parole dell’ex sindaca Maria Limardo, che ha espresso “sgomento” per quella che definisce la «connotazione politica degli artisti». Una critica che non è rimasta senza risposta.

A intervenire è stato il capogruppo del Partito Democratico, nonché delegato agli Eventi e agli Spettacoli, Francesco Colelli, che ha ribaltato la questione parlando di polemica «fuori tempo» e «fuori luogo».

Colelli: «Orgogliosi di portare musica che parla di antifascismo e antimafia»

«Capisco che oggi possa suonare insolito portare un gruppo che parla apertamente di antifascismo e antimafia», afferma Colelli. «Ed è curioso che proprio questi due temi vengano considerati “divisivi”. Se così fosse, mi sento orgoglioso di essere divisivo, come lo è quella parte di città che si rivede nei principi costituzionali. Se qualcuno non si ritrova in questi valori, non è certo un nostro problema. Pazienza».

Il delegato agli Eventi respinge quindi l’idea che la scelta del gruppo abbia una finalità politica: «La cultura che richiama ai valori democratici non può diventare oggetto di scandalo».

«Limardo dimentica le iniziative finanziate dal suo Comune»

Colelli ricorda inoltre che durante la precedente amministrazione non sono mancati eventi «di parte. C’è stato un tempo in cui questo Comune finanziava, anche generosamente, manifestazioni chiaramente schierate», sottolinea.«Diecimila euro per il Premio Jole Santelli, organizzato da associazioni amiche; quindicimila euro per il Festival Cultura e Identità, promosso da partiti amici. La “sindaca smemorata” sembra aver dimenticato di esserne stata protagonista attiva. Per fortuna – aggiunge – è un tempo che non esiste più».

«Sì, i Modena City Ramblers sono un gruppo impegnato? Ben venga»

Il capogruppo Pd rivendica apertamente la scelta della band: «Se i Modena City Ramblers sono un gruppo di sinistra? Ben venga. Le scelte coraggiose si misurano anche da questi dettagli». E chiude con una stoccata: «Potrei parlare dei “concerti fantasma”… ma questa è un’altra storia».

La polemica, intanto, continua a tenere banco in città, mentre si avvicina la notte del 31 dicembre, che con ogni probabilità vedrà comunque una grande partecipazione di pubblico per uno degli appuntamenti più attesi dell’inverno vibonese.