Taglio degli alberi a Vibo, il richiamo del Meet-up dei Cinquestelle al sindaco
Richiama l'amministrazione comunale e il sindaco di Vibo Elio Costa al rispetto delle regole il Meet-up del Movimento Cinquestelle. E lo fa attraverso una dettagliata missiva sul taglio degli alberi non ancora ripiantati. Sotto la lente d'ingrandimento, "l’inosservanza della legge 04/2013. Legge che - scrive il Meet up - non rispettano molti sindaci in Italia. Anche lei - prosegue la nota - naturalmente non è esulato, da un ex uomo di giustizia come lei, pensavamo di non aspettarcelo. Pertanto, come si pubblicizza mediaticamente, una decina di panchine e 4 cestini nella frazione marina, è invitato a piantare solo 239 alberi, tanti, quante sono le nascite avvenute nel nostro comune solo nel 2015, così come abbiamo detto all’ex sindaco, lo ribadiamo anche a lei, con l’auspicio che non sia un suo clone, vista la stessa presenza di alcuni consiglieri comunali, mentre altri hanno fatto il salto della quaglia".
Il taglio degli alberi. Nel nostro comune "abbiamo solo visto tagliare alberi - chiarisce il Meet-up - senza piantarne, evidentemente, hanno utilizzato la statistica dei defunti anziché quella delle nascite. Tagli che vengono effettuati, con la nuova normativa, senza il parere della Guardia Forestale, decide il sindaco con qualche dirigente Vigile del Fuoco compiacente e la scusa dell’imminente pericolo, alberi ritenuti sanissimi, con necessità, al massimo, di leggere potature, senza metterne a dimora altri, possiamo fare diversi esempi, ma i più emblematici, sono la piazza Donnarumma a VV ed il lungomare di Vibo Marina, ormai, senza alcuna ombreggiatura, per non parlare dello scempio nella villa comunale".
Il monito. "Vogliamo ricordare - conclude la nota - che esistono tanti altri alberi, autoctoni, con caratteristiche e peculiarità migliori dei pini marittimi, ma anche lì, il comune ha bisogno di esperti del settore, a nostro avviso per due motivi, o non si documentano, o meglio che qualcuno lo faccia per loro, senza pensare ai costi e soprattutto alle conseguenze future.
Ma quando si tratta di mettere a pagamento le fatture, allora si, che il comune è esperto, ma non paghiamo con le nostre tasse fior di quattrini ad una ditta che ha appaltato il verde pubblico? Come si dice, la scusa dell’emergenza permette tutto… soprattutto alle ditte che successivamente e puntualmente ricevono interdittiva antimafia".
