Il giudice si è invece riservato sull'ordinanza di custodia cautelare da applicare al 36enne accusato di aver aperto il fuoco a San Leo di Briatico

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Convalidato dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Lorenzo Barracco, il fermo di Paolo Romano, 36 anni, già noto alla forze dell’ordine, arrestato giovedì scorso con l’accusa di aver sparato al fratello Francesco di 30 anni. Il giudice, dopo la convalida del fermo di polizia giudiziaria, si è invece riservato in ordine alla misura cautelare da applicare a Paolo Romano per il quale la Procura ha chiesto il carcere. La difesa, rappresentata dagli avvocati Francesco e Paola Stilo, si è invece battuta per dimostrare l’estraneità ai fatti del proprio assistito, chiedendo in subordine la derubricazione del reato di tentato omicidio in quello più lieve di lesioni gravi. A sostegno dell’accusa, che indica in Paolo Romano l’autore della sparatoria contro il fratello, ci sono numerose intercettazioni ambientali.

carabinieri arresto

L’agguato. Francesco Romano, di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine e già coinvolto nell'operazione antidroga "Cerbero" coordinata nel 2009 dall'allora pm della Dda di Catanzaro Giampaolo Boninsegna, è stato ferito a colpi di pistola nella tarda serata di mercoledì in un agguato avvenuto a San Leo di Briatico. Romano era giunto all’ospedale di Vibo con ferite al braccio e ad un piede, venendo quindi sottoposto ad un intervento chirurgico per la rimozione di alcuni frammenti di proiettili.
La vittima ha riferito che, mentre stava passeggiando, una persona non identificata gli ha sparato alcuni colpi di pistola prima di darsi alla fuga a bordo di un’automobile. Quella persona secondo le risultanze investigative sarebbe il fratello Paolo. (g.b.)