Al via colloqui Mosca-Kiev. Zelensky chiede l'immediata adesione all'Unione Europea
Sono iniziati i colloqui alla ricerca di una soluzione negoziale per la guerra in Ucraina. Le delegazioni russa e ucraina si sono incontrate sulle rive del fiume Pripyat, in territorio bielorusso ma vicinissimo al confine con l'Ucraina. A guidare la delegazione russa c'è l'assistente presidenziale russo Vladimir Medinsky, ex ministro della Cultura, molto vicino alle posizioni di Vladimir Putin sull'Ucraina. La delegazione ucraina è guidata dal ministro della Difesa Oleksii Reznikov e dal leader del partito del presidente Zelensky, David Arakhamia. Cessate il fuoco immediato e ritiro delle truppe russe: è la richiesta di Kiev alla delegazione russa. Ma c’è molto scetticismo sull’esito dei negoziati in Bielorussia tra le due delegazioni per cercare di fermare la guerra in Ucraina.
"Abbiamo convenuto che la delegazione ucraina si sarebbe incontrata con la delegazione russa senza precondizioni al confine ucraino-bielorusso, vicino al fiume Pripyat", ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo i contatti con Alexander Lukashenko. Il presidente bielorusso "si è assunto la responsabilità di garantire che tutti gli aerei, elicotteri e missili di stanza sul territorio bielorusso rimangano a terra durante il viaggio, i colloqui e il ritorno della delegazione ucraina", ha detto Zelensky, che non ha nascosto il suo scetticismo: "Ma proviamo, in modo che nessun cittadino dell’Ucraina dubiti che io, in quanto presidente, non abbia provato a fermare la guerra quando c’era ancora una possibilità, sebbene piccola. Kiev ascolterà ciò che la Russia ha da dire e discuterà del ritiro dei soldati russi dall’Ucraina per porre fine all’occupazione", ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.
Mosca: "Pronti ad una trattativa ad oltranza"
"La delegazione russa è pronta a negoziare con l’ Ucraina tutto il tempo necessario per raggiungere un accordo", ha affermato il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky, citato da Interfax.
L’Ucraina chiede l’adesione immediata all’Ue
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky chiede l’ammissione immediata del suo Paese nell’Unione europea. "Il nostro obiettivo è quello di essere insieme a tutti gli europei e soprattutto di esserlo su base uguale. Sono sicuro che è la cosa giusta. Sono sicuro che è possibile", ha affermato. "Chiediamo l’adesione immediata attraverso una nuova procedura speciale", ha aggiunto in un video messaggio.
La situazione sul campo
Nel frattempo la capitale ucraina è circondata dalle truppe russe, anche se la resistenza sta cercando di fermare l’avanzata dell’esercito di Putin. Mentre le truppe russe avrebbero assunto il controllo delle due città di Berdyansk e Enerhodar, nella parte sudorientale dell’Ucraina. A rivendicarlo sono le autorità russe tramite il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov. La cattura di Berdyansk, sul mar d’Azov, era stata già annunciata ieri dalla parte ucraina. Enerhodar si trova a nordovest di Mariupol e la notizia della conquista non è stata confermata da Kiev. Mosca ha inoltre annunciato che le truppe russe hanno preso il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina. Il personale sta continuando a monitorare e operare nella struttura, ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov. Nessuna conferma iniziale è arrivata da parte ucraina. La società statale Energoatom ha affermato che tutte le centrali nucleari continuano a funzionare normalmente.
La compagnia energetica statale ucraina Energoatom ha però definito falsa la notizia diffusa: "Attualmente, tutte e quattro le centrali nucleari sono sotto il controllo dell’Ucraina e funzionano normalmente. Energoatom sta adottando tutte le misure necessarie per proteggere le centrali nucleari". L’impianto di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina, è la più grande centrale nucleare d’Europa. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato oggi di averne assunto il controllo.
A Kiev le autorità chiedono di rimanere nelle proprie abitazioni
Esplosioni sono state segnalate alle prime ore di oggi nella capitale ucraina Kiev e a Kharkiv, seconda città del Paese, al quinto giorno dall’invasione russa. Lo ha riportato su Telegram il servizio statale ucraino per le comunicazioni, come riporta il Guardian. A Chernihiv un missile avrebbe colpito un edificio residenziale nel centro della città. Le autorità di Kiev chiedono alla popolazione della capitale ucraina di lasciare le proprie abitazioni solo per emergenze, solo per procurarsi cibo o medicinali. Combattimenti continuano a registrarsi praticamente in tutte le zone della città, affermano in una dichiarazione diffusa su Telegram. Secondo le notizie riportate dall’agenzia Dpa, alcuni negozi avrebbero riaperto dopo le ore di coprifuoco notturno e i trasporti pubblici avrebbero ripreso per quanto possibile.
I deceduti sul fronte russo
Sarebbero circa 5.300 i russi morti dall’inizio dell’invasione, secondo il nuovo bilancio fornito da parte ucraina e riportato dal Guardian, che sottolinea come non sia possibile verificare i dati in modo indipendente. Il bilancio dei militari di Kiev parla anche di 191 tank, 29 velivoli, altrettanti elicotteri e 816 blindati distrutti.
Biellorussia pronta ad invio delle truppe
Intanto la Bielorussia si starebbe preparando all’invio di soldati in Ucraina che andrebbero a unirsi agli alleati russi. Il dispiegamento potrebbe iniziare già oggi, secondo le dichiarazioni di un funzionario dell’Amministrazione Usa riportate nelle ultime ore dal Washington Post. "È molto chiaro che Minsk ora è un’estensione del Cremlino", ha detto. The Kyiv Independent ha scritto nelle scorse ore di più fonti che parlano di una decisione già presa.
