All'udienza odierna, riservata ancora all'esame dei periti e dei testi della difesa, ha preso la parola Gianfranco Ferrante, imputato per 416 bis, il quale ha inteso replicare alle recenti dichiarazioni del teste Mangone Antonio Genesio, contestando ogni punto delle sue accuse e preannunciando una querela per calunnia.

Ferrante, oltre ad aver negato qualunque partecipazione ad una aggressione ai danni del Mangone, ha fermamente contestato di aver mai espresso giudizi e critiche nei confronti del procuratore Nicola Gratteri e della Direzione distrettuale antimafia, così come riferite dallo stesso Mangone.

Al termine delle dichiarazioni spontanee, l'avvocato Francesco Sabatino ha chiesto al Tribunale di acquisire, ai sensi dell'art. 507 del codice penale, la documentazione del carcere per escludere qualsiasi aggressione nei confronti del Mangone, ed inoltre, rifacendosi al precedente intervento dell'avvocato Giovanna Fronte che aveva espresso solidarietà nei riguardi del procuratore Gratteri, ha evidenziato che, prescindendo dall'affidabilità delle dichiarazioni del Mangone, l'attestato di solidarietà nei riguardi del procuratore non può che essere unanime da parte dell'intero collegio difensivo.