Corruzione nella sanità calabrese: indagati imprenditori, medici e personale Asp (NOMI)
Corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato; ma c’è anche il falso ideologico, l’introduzione abusiva in un sistema informatico e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Sono questi i reati che si ipotizza abbiano anche avvantaggiato diverse società e contestati a quindici persone, oggi indagate dalla Procura di Catanzaro e raggiunte anche da altrettante misure cautelari emesse a loro carico dal Gip del tribunale locale nel contesto dell’operazione chiamata in codice “Sartoria”. In particolare, in tre sono finiti agli arresti domiciliari, si tratta di due imprenditori e di un dirigente medico e docente universitario dell’Azienda ospedaliera universitaria “Renato Dulbecco” del capoluogo. Quest’ultimo, poi è stato sospeso insieme ad altre dodici persone, anch’esse pubblici ufficiali dipendenti rispettivamente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, della stessa “Dulbecco”, dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, dell’Asp di Cosenza, del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria e dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro; uno degli indagati è anche consigliere comunale di un Comune del catanzarese.
I provvedimenti arrivano dopo una complessa indagine svolta dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria del capoluogo di regione che hanno monitorato la spesa pubblica, in particolare quella sanitaria. Gli investigatori ritengono quindi di aver scoperto la turbata regolarità di nove appalti pubblici del valore complessivo di oltre 33 milioni di euro, banditi dalla Stazione Unica Appaltante della Regione Calabria, dall’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, nonché dall’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” e dalla “Mater Domini” (ora confluite nella “Dulbecco”). Rispetto a queste gare vengono quindi ipotizzati dei presunti legami illeciti tra alcuni pubblici ufficiali, preposti alla gestione delle stesse gare, e gli agenti e rappresentanti delle società che forniscono materiali o servizi sanitari: la tesi è che si siano anche redatti bandi e capitolati in modo tale da orientare l’aggiudicazione a soggetti prestabiliti.
Arresti domiciliari
Giuseppe Lucio Cascini
Pasquale Bove
Ciro Oliviero
Sospensione dall’esercizio di uffici e servizi pubblici
Gennarina Arabia
Antonio Nicola Arena
Antonio Armentano
Lucio Giuseppe Cascini
Vittoria Celi
Pietro Gangemi
Michelina Graziano
Vincenzo Militano
Pasquale Minchella
Pasquale Santaguida
Rita Carlotta Santoro
Adolfo Siciliani
Paolo Urzino
