"Chi ha ucciso Filippo voleva impedirci di aprire lì il nostro lido"
Il gip ha convalidato gli arresti per i cinque indagati. Ma il dolore è ancora vivo per la morte di Filippo Verterame, il 22enne rimasto vittima di una rissa ad Isola Capo Rizzuto. Ed un’intervista rilasciata a Tgr Rai, la madre torna a parlare degli attimi che hanno preceduto la tragedia: "Alle 12:10 mi hanno chiamato dal bar: “Angela corri che hanno ferito Filippo”. È successo tutto in dieci minuti: sono scesa giù e l’ho trovato nelle braccia di mio marito che cercava di salvarlo".
Alla base della rissa, però vi sarebbe stato un motivo ben preciso: «Filippo è morto per colpa mia, è morto per la mia ambizione e per colpa della mia volontà di fare le cose giuste. Le persone che hanno ucciso filippo sono venute fino a casa mia per dirmi che noi lì non avremmo dovuto attivare il lido perché quel piazzale dove c’è il chiosco è stato fatto dal nonno del ragazzo che ha ammazzato Filippo. Noi non potevamo fare lì il lido perché il piazzale era il loro». Nonostante questo, la famiglia non ha ceduto alle pressioni: «Filippo non avrebbe mollato, mio marito cercava di convincerlo di spostarsi e lui ha detto: “Se io me ne devo andare da qui, me ne devo andare da Isola”. Noi – continua -abbiamo bisogno di legalità e io avrò pace solo quando le istituzioni e la giustizia ridaranno ai ragazzi di Cannella quei pezzi di spiaggia e si potranno sentire liberi di poterla migliorare e aggiungere servizi senza chiedere il permesso a nessuno. Filippo voleva questo, io mi auguro che altri potranno farlo».
