Estorsione aggravata dal metodo mafioso. Questa la nuova accusa per Andrea Mantella, 43 anni, di Vibo Valentia, ritenuto figura di spicco della criminalità organizzata vibonese, un tempo organico al clan Lo Bianco operante nella città di Vibo e poi divenuto autonomo tanto da allearsi con il gruppo dei c.d. "Piscopisani" ("famiglie" Battaglia e Fiorillo di Piscopio). Vittima delle pretese estorsive di Andrea Mantella (attualmente detenuto per altro) sarebbe stato il titolare di una ditta edile di Maierato, D.C., il quale secondo gli inquirenti sarebbe stato costretto, con implicite minacce di gravi ritorsioni, a realizzare dei lavori di tamponatura esterna e di intonaco interno nell'azienda agricola di proprietà dei familiari di Mantella sita a Vibo sulla via per Stefanaconi.

Tribunale Vibo

Su un prezzo di "favore" di 10 mila euro ottenuto da Mantella, alla fine l'imprenditore si sarebbe dovuto "accontentare" di soli 2 mila euro. Successivamente, secondo la Dda di Catanzaro, Andrea Mantella avrebbe costretto l'imprenditore a realizzare pure delle opere in muratura nella villa di Sonia Marsico. In questo caso i lavori, ritenuti estorti con il metodo mafioso, sarebbero consistiti nel ripristino di un muro di contenimento, nella recinzione del perimetro della proprietà e nella gittata di calcestruzzo nel piazzale antistante l'abitazione. Su un prezzo pattuito di 2 mila euro, Mantella avrebbe corrisposto in questo caso all'imprenditore edile 1.500 euro. Così agendo, Andrea Mantella - ad avviso della Dda di Catanzaro e della Squadra Mobile - avrebbe risparmiato sui lavori 8 mila e 500 euro complessivi.

Il processo, apertosi oggi dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, è stato rinviato al 20 gennaio per l'adesione allo sciopero dei penalisti da parte dell'avvocato Francesco Catanzaro che assiste l'imputato Andrea Mantella.

g.b.