Rifiuti e degrado a Vibo, quattro ore in Procura per la dirigente comunale Teti
E' durato circa quattro ore l'interrogatorio al quale è stata sottoposta nella mattinata di oggi la dirigente del Comune di Vibo Adriana Teti. Insieme a lei negli uffici della Procura è stato convocato anche il funzionario del settore Ambiente Alfonso Colaci che i carabinieri, coordinati dal procuratore Bruno Giordano, hanno ascoltato per oltre due ore.
L'inchiesta. Prosegue quindi a ritmo serrato l'indagine avviata dalla Procura di Vibo e condotta sul campo dal Nucleo specializzato nel reati ambientali guidato dal luogotenente Gaetano Vaccari. Al suo team di investigatori è stata infatti delegata l'inchiesta per fare luce sull'emergenza rifiuti che si è venuta a creare nel corso di queste settimane nella città capoluogo e nelle sue frazioni con l'abbandono indiscriminato della spazzatura e la creazione di mini-discariche a cielo aperto per lo più incontrollate. Da quanto si apprende i carabinieri puntano a fare luce sulla vicenda con l'obiettivo di accertare le eventuali responsabilità.
Massimo riserbo. Mattinata dunque intensa per gli investigatori guidati dal luogotenente Vaccari. Massimo riserbo sui contenuti dell'interrogatorio e sulle risposte che la dirigente Adriana Teti e il funzionario Alfonso Colaci hanno fornito ai carabinieri che già la scorsa settimana si erano recati negli uffici di palazzo "Luigi Razza" per acquisire una serie di documenti utili all'indagine.
Occhio all'appalto. Nel mirino della Procura della Repubblica di Vibo è finito, in particolare, il capitolato d'appalto stipulato tra il Comune e la Dusty, l'azienda incaricata della raccolta dei rifiuti sul territorio cittadino. L'obiettivo degli investigatori è accertare eventuali inadempienze e verificare se gli organi competenti abbiano attivato i controlli sul corretto svolgimento del servizio.
