Blitz dei Cacciatori di Vibo: arrestato latitante, era nascosto in un cunicolo
Il 37enne era ricercato da luglio 2025 per associazione mafiosa ed estorsione. Si nascondeva in un bunker sotterraneo ricavato sotto un rudere
Fine della fuga per un pericoloso esponente del clan camorristico “Gionta”. Nella giornata di ieri, un’importante operazione condotta dai Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata, con l’ausilio specialistico dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, ha portato all’arresto di un 37enne latitante, figura di spicco della criminalità organizzata locale.
L’uomo, che si era sottratto alla giustizia nel luglio del 2025, era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha coinvolto complessivamente 19 indagati. Le accuse a suo carico sono pesanti: associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi.
La cattura è stata il frutto di un’attività investigativa capillare. Il latitante è stato individuato all’interno di un sofisticato rifugio sotterraneo: un cunicolo ricavato nelle viscere di un rudere abbandonato. L’accesso al nascondiglio avveniva attraverso una botola abilmente occultata all’interno dell’abitazione di un uomo incensurato, che è stato immediatamente denunciato a piede libero con l'accusa di favoreggiamento.
L’impiego dei Cacciatori di Calabria, unità specializzata nella ricerca di ricercati in contesti morfologicamente complessi e in ambito urbano, si è rivelato ancora una volta decisivo. Nonostante le precauzioni prese per rendersi invisibile, il 37enne è stato sorpreso dalle forze dell'ordine, che hanno circondato l'area rendendo vana ogni possibilità di fuga.
Con questo arresto, la DDA di Napoli assesta un ulteriore colpo alla rete logistica del clan Gionta, confermando l'impegno costante dello Stato nel contrasto alla criminalità organizzata nel territorio vesuviano. Il ricercato è stato condotto in carcere, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.
