E' stato ricordato ieri mattina, nella chiesa di Santa Maria La Nova, ad un anno dalla sua morte, Domenico Romano Carratelli, politico ed uomo di cultura vibonese, scomparso nel giro di pochi giorni nel marzo 2020.  Alla celebrazione hanno preso parte, ovviamente, la moglie Teresa Saeli, i figli Alessandro e Simona, numerose autorità politiche e istituzionali del territorio, a cominciare dal sindaco di Vibo Maria Limardo e dal Comandante provinciale dei carabinieri Bruno Capece. In chiesa anche tanta gente comune per rendere un omaggio dovuto ad una figura che indubbiamente ha lasciato segni tangibili della propria opera come ha ricordato mons. Vincenzo Varone nel corso della cerimonia funebre. “Un uomo che è andato via in silenzio della malattia che lo ha condotto a consumarsi nel giro di poco tempo  – ha detto nell’omelia il sacerdote – dopo aver amato e servito per una vita la sua terra, nella quale ha lasciato segni tangibili del suo passaggio. Segni che devono servire a chi rimane per impegnarsi ulteriormente". Insomma, un uomo appassionato “che attraverso il codice – ha concluso il sacerdote - ha voluto far conoscere la bellezza della nostra terra".

Di Domenico Romano Carratelli rimane un lungo passato da amministratore ed avvocato, ma soprattutto resta il Codice Romano Carratelli,  un manoscritto di 99 fogli di carta di ottima qualità, risalente al XVI secolo, con filigrana e numerose figure acquarellate che descrive il territorio compreso in quattro  delle cinque province calabresi, in primis quella vibonese. Città fortificate, castelli, torri, racchiuse in 99 acquerelli visualizzati con una descrizione accuratissima scoperte, acquistate e diffuse in Italia e nel mondo, da un uomo che della cultura ha fatto una ragione di vita.