Non accetta etichette di alcun genere Antonio Talesa, nè ritiene che il suo operato e quello del 118 possano essere valutati a cuor leggero e senza le necessarie competenze.  Dopo 40 anni di servizio prestato in prima linea, sul fronte dell'Emergenza-Urgenza, il responsabile del 118 nell'area della Calabria Centrale, ripetutamente preso di mira da qualche esponente sindacale, rompe il silenzio e decide di chiarire gli aspetti di una vicenda che lo ha lasciato con l'amaro in bocca. Pochi mezzi, sempre in debito d'ossigeno, costretto a fare, insieme ai suoi sanitari, gli straordinari per garantire i soccorsi, il dottor Talesa affronta con dovizia di particolari, intervistato da Zoom24, tutte le questioni che lo hanno visto bersaglio di polemiche a tratti "ingenerose" che finoscono per metterne a rischio anche "l'incolumità personale".

Si parla di una vera e propria “migrazione”, a Catanzaro, dei medici convenzionati con il 118. È effettivamente così? State riscontrando problemi di personale?

La migrazione c’è perchè molti hanno lasciato per dedicarsi ad altri incarichi. È chiaro che la penalizzazione economica consequenziale ad un atto deliberativo prodotto dalla Commissione dell’Asp di Catanzaro è sicuramente deleteria per il servizio, in quanto i professionisti che si adoperano con grande spirito di sacrificio e abnegazione, soprattutto a rischio della loro stessa vita, non possono accettare di essere pagati alla stregua di un qualsiasi operaio. Non è concepibile che siano retribuiti una miseria, sia per la delicatezza dell’attività che compiono sia perché svolgono un lavoro salva vita, indispensabile per la comunità.

Quindi la mancata erogazione dell’indennità aggiuntiva sta giocando un ruolo fondamentale.

È una decisione sicuramente disincentivante. Disincentivante è questo atteggiamento che sembra punitivo nei confronti di chi soprattutto in questo periodo, durante l’epidemia, ha dato anima e corpo contro la diffusione del virus. È veramente squalificante, per l’attività professionale che svolgono, che gli vengano sottratti questi 5,50€ (per ogni ora di attività a titolo di indennità aggiuntiva, ndr).

Non condivide quindi neanche la decisione di richiedere le indennità aggiuntive erogate negli ultimi 10 anni?

Non la condivido assolutamente, la rispetto ma non la condivido. Non possono pagare i lavoratori per anomalie gestionali o interpretative. Il lavoratore non può essere penalizzato. Circa però le responsabilità che vengono erroneamente attribuite al sottoscritto vorrei precisare che io sono un dirigente medico, non mi occupo dei contratti di lavoro. Ho solo funzioni di programmazione e controllo di attività mediche, non di attività contrattuali. Tra l'altro sono a Catanzaro dal 2018 e da quando ci sono è stato tutto pagato grazie alle mie puntuali attestazioni e certificazioni. Il sottoscritto da 40 anni adempie ai propri compiti e non è pensabile che qualche impiegato amministrativo che ha sollevato il problema possa chiamare il sottoscritto in una eventuale sua correità lontane dal mio essere e dal mio modus vivendi. E vorrei fosse chiaro un concetto: queste dicerie di piazza potrebbero mettere in serio pericolo la mia vita e quella della mia famiglia. Per questo difenderò in tutte le sedi legali chiunque, non escludo nessuno, si permetta di mettere in dubbio il mio operato e la mia immagine morale, professionale e culturale. Non posso certo essere io il capro espiatorio di una incapacità gestionale che dura da decenni.

Qualcuno, come il dottor Accorinti, ha chiesto esplicitamente le sue dimissioni. Che ne pensa?

Non ho il piacere di conoscere il dottor Accorinti in quanto non è annoverato tra i miei interlocutori scientifici, poiché non ha sufficienti nozioni culturali nel settore che mi riguarda per giudicare il ruolo che svolgo. Circa la richiesta di dimissioni preciso che sono uno dei più anziani direttori di unità strutturale complessa del 118 della Nazione, uno dei più titolati e maggiormente riconosciuti quanto a professionalità, e non per tessere le mie lodi ma basta guardare il mio curriculum. Se poi dietro questi attacchi c’è qualcuno che pensa di poter piazzare qualcun altro al mio posto è un fatto che non mi interessa.

Rimanda quindi al mittente ogni richiesta di dimissioni.

Non mi dimetto, assolutamente no. Ho fatto il mio lavoro sempre e continuerò a farlo fino alla pensione. Mi trovo a dirigere il 118 di Catanzaro gratis, a mie spese (in quanto a Catanzaro si trova ad interim e la sua indennità di direttore di dipartimento dipende da Vibo, ndr) perché prima di me probabilmente il servizio non è stato gestito in maniera corretta, date le note vicende che si sono verificate all'inizio del 2018. Grazie alla mia gestione abbiamo 3 nuove ambulanze, in aggiunta ad altri 4 mezzi arrivati da Vibo e Crotone, mentre prima usavano solo ambulanze private. Ci sono validissimi professionisti che meritano la mia vicinanza e la mia direzione, tutto il resto, a proposito delle dimissioni, è aria fritta.

Un'ultima cosa. Il 118 come sta affrontando la situazione? Ci sono disservizi territoriali?

Il 118 sta operando con molta fatica perché chiaramente il personale è quello che è, c’è una gravissima carenza di uomini per tutte le categorie professionali. Abbiamo però già attenzionato i sindaci, i prefetti, i direttori generali e l'Asp. Stiamo gestendo un’emergenza nell’emergenza.